Glaxo, spiragli di speranza

Attenzione alta per i livelli occupazionali e confermata la volontà di continuare ad investire su Verona. Queste le rassicurazioni emerse ieri al termine dell’incontro a Palazzo Barbieri tra il sindaco e i vertici della multinazionale. «Qui Gsk Italia manterrà il suo quartier generale».

C’è la decisione di siglare un contratto di pre-locazione per l’apertura di nuovi uffici direzionali nel nuovo polo in zona fiera. Una sede moderna nel segno anche dello «smartworking». «Hanno intenzione di continuare a crescere nella nostra città», ha, infatti, chiaritp il sindaco Sboarina, «e hanno poi convenuto con me che per la loro società Verona ha un valore storico».  Dai vertici della multinazionale farmaceutica arriva la conferma che in Italia la produzione di settore trova un terreno fertile dove coniugare costi e qualità. La questione più spinosa rimane però la cessione della Glaxo Manufacturing, la divisione che si occupa di produrre cefalosporine e nella quale lavorano 270 dipendenti. Nel luglio scorso l’annuncio della vendita che ha mosso diverse aziende interessate all’acquisto. 

Nei prossimi giorni è fissato l’incontro tra Sboarina e i parlamentari veronesi, con l’obiettivo di tenerli informati sugli sviluppi. Due le interrogazioni parlamentari che ha depositato Alessia Rotta del Pd«ai ministeri dello Sviluppo Economico e del Lavoro per conoscere i loro orientamenti e sapere come intendano intervenire rispetto a due crisi industriali e occupazionali che hanno coinvolto il nostro territorio», quella di Glaxo manufacturing e quella di Unilever, dove 42 lavoratori sono in bilico. Presentata un’interrogazione anche da Paolo Tosato della Lega.