Giornata della sicurezza sul lavoro, Zaia: «Non solo norme, serve anche formazione»

Ricorre ogni 28 aprile la Giornata Mondiale della Sicurezza e della Salute sul Lavoro. Lanzarin: «In Veneto crescono i bandi e la formazione del personale dedicato».

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«Si continua a morire per mancanza di rispetto delle regole del lavoro. Il bilancio resta negativo. Anche un solo ferito o una persona che perde la vita è troppo: il lavoro deve essere luogo sicuro e serve uno sforzo collettivo per continuare ad alzare l’asticella della sicurezza. Deve esserci una cultura della sicurezza a 360°. Nessuna morte può essere giustificata: che si tratti di errore umano, tragica fatalità, incidente. Ma anche il singolo cittadino deve denunciare se vede nei cantieri o nei luoghi lavoro violazioni palesi: dobbiamo lanciare un concetto per la sicurezza sul lavoro. Ognuno nella catena della sicurezza dev’essere attore protagonista, in prima persona. Ricordando che non si muore solo nei cantieri ipercontrollati, ufficiali. Ma anche nelle realtà più piccole, artigianali, o in condizioni di libera iniziativa privata del singolo. Serve uno sforzo corale, nella direzione di un lavoro di squadra. Non voltandosi dall’altra parte quando le regole sono trasgredite, ma con attenzione anche a non generalizzare: abbiamo tantissimi imprenditori per bene, che sono i primi a pretendere il rispetto della normativa». 

Sono le parole del Presidente della Regione Luca Zaia in occasione della Giornata Mondiale della Sicurezza e della Salute sul Lavoro, che si celebra ogni anno il 28 aprile.

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«Tanto è stato fatto in questi anni, anche dalla Regione Veneto, ma in un territorio come il nostro, a forte industrializzazione e artigianato, non possiamo accontentarci – prosegue il Presidente della Regione -. Non bastano le normative stringenti: serve formare e rendere parte attiva i lavoratori, gli imprenditori, i committenti. Dal 2018 abbiamo dato il via al primo Piano Strategico per la Tutela della Salute e della Sicurezza sul Lavoro, con assunzioni di numerosi professionisti e un Piano Marshall di formazione: è necessario continuare su questa strada, dedicando l’impegno a tutti coloro che hanno perso la vita sul luogo di lavoro. Non siamo soli: nei cantieri e nelle aziende operano quotidianamente i professionisti dello Spisal regionale. Ma in Veneto vi è anche un lavoro sinergico con le organizzazioni sindacali che su questa tematica non arretrano di un passo, spingendo chi lavora nelle istituzioni a rendere più efficaci i controlli e la prevenzione. Anche a loro va il nostro ringraziamento. La sicurezza dei lavoratori è un impegno prioritario nell’agenda regionale con l’obiettivo di contribuire a contrastare gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali e a garantire ad ogni persona un lavoro sano, sicuro e dignitoso».

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L’intervento di Manuela Lanzarin

Parole alle quali si aggiungono alcuni dati, ricordati dall’assessora alla Sanità e al Sociale della Regione Veneto, Manuela Lanzarin. «A presidio della salute e della sicurezza dei lavoratori in Veneto abbiamo un operatore ogni 10.000 lavoratori, in linea con l’obiettivo posto dalla Risoluzione del Parlamento Europeo del 2014. Sono 36 i medici del lavoro in servizio, 153 i tecnici della prevenzione, 21 gli assistenti sanitari e infermieri e 3 i chimici. Dal 2018 abbiamo pubblicato numerosi bandi di concorso per rafforzare gli organici dei servizi di Prevenzione, igiene e sicurezza negli ambienti di lavoro delle Aziende sanitarie locali: sono stati 7 i concorsi banditi per selezionare 129 medici del lavoro (pubblicati nel 2019, 2020, due nel 2021, 2022, 2023, 2024) e 4 quelli per assumere 166 tecnici della prevenzione (2018, 2020, 2021 e 2023)».

«Parallelamente all’impegno per l’assunzione di personale, la Regione ha messo al centro anche la formazione continua degli operatori dei servizi Spisal, approvando, sempre dal 2018, un piano formativo dedicato e multidisciplinare: sono stati 10 i corsi di formazione teorica e pratica erogati con l’obiettivo di curare la formazione e l’aggiornamento costante degli operatori e consentire l’acquisizione di competenze sempre più approfondite dal punto di vista tecnico e organizzativo. Per quanto riguarda le materie affrontate, sono state quattro le edizioni proposte su rischi lavorativi del corso logistica, due le edizioni su sicurezza delle macchine, lavoro in agricoltura con macchine sicure, rischi lavorativi del settore edilizia. inoltre, sono stati erogati corsi su sportelli di assistenza ed ascolto sul mobbing, sul disagio lavorativo e sullo stress psico-sociale; promozione della salute nei luoghi di lavoro; implementazione del sistema di sorveglianza degli infortuni gravi e mortali; rischi lavorativi del settore del legno», termina Lanzarin.

Manuela Lanzarin e Luca Zaia
Manuela Lanzarin e Luca Zaia

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Di cosa si occupa lo Spisal

L’attività ispettiva è solo una delle più complesse attività che devono essere garantite dagli Spisal. Oltre alla vigilanza, gli operatori si occupano anche di:

  • indagini giudiziarie volte ad individuare possibili profili di responsabilità in caso di infortuni sul lavoro e malattie professionali;
  • assistenza a imprese e lavoratori per migliorare i livelli di tutela di salute e sicurezza;
  • attività sanitarie: visite specialistiche per soggetti ex-esposti ad amianto e altri cancerogeni;
  • tutela della maternità;
  • assistenza e ascolto per mobbing, disagio lavorativo e stress psico-sociale;
  • formazione e informazione per imprese, datori di lavoro, lavoratori e loro associazioni;
  • approfondimenti epidemiologici con produzione di report informativi per istituzioni, cittadini e parti sociali;
  • attività autorizzative e pareri tecnici: idoneità e salubrità degli insediamenti produttivi;
  • valutazione dei piani di lavoro per la rimozione di amianto.

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