Giornata della memoria e del sacrificio degli Alpini: oggi le celebrazioni
Ottantunanni fa, in questi stessi giorni di fine gennaio, gli alpini italiani si ritiravano dalla Russia durante la Seconda Guerra Mondiale in condizioni disumane nella steppa innevata con temperature che andavano dai -20 gradi di giorno a -40 la notte. Le perdite maggiori, circa 41mila uomini, furono nel corpo degli alpini; il 60 per cento di loro infatti morì tra i ghiacci.
Per non dimenticare, è stata istituita la Giornata Nazionale della Memoria e del Sacrificio degli Alpini che si celebra ogni anno il 26 gennaio, e che tra città e provincia si è concretizzata in una serie di iniziative pubbliche culminate nella cerimonia di commemorazione che si è svolta questa mattina al Sacrario Militare. Il monumento, che custodisce le spoglie di 3.915 caduti della Grande Guerra, come ogni ultima domenica del mese, è stato aperto al pubblico per l’intera giornata con visite guidate gratuite e aperte a chiunque voglia riscoprire questo luogo di memoria e conoscere la storia e le storie legate alla vita e alla morte di migliaia di giovani soldati, non solo veronesi, durante la Grande Guerra.
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Dal passato al presente
«È per questi uomini che noi tutti sentiamo il dovere di essere qui oggi. Il nostro è un impegno a non dimenticare, alla Memoria. Spetta a noi, oggi, continuare il loro cammino per essere portatori di Pace affinché il loro sacrificio non sia reso vano – ha esordito il presidente dell’ANA Verona Maurizio Trevisan -. Noi siamo oggi il loro presente e i valori che ci hanno trasmetto di patria, bandiera, pace e solidarietà è nostro dovere continuare a tramandarli, attraverso le numerose attività che quotidianamente portiamo avanti a favore della collettività»
«La difesa della sovranità e dell’interesse nazionale, sono il fondamento della nostra libertà ma è sugli altri che vorrei, un momento soffermarmi. Partecipazione civile: la vostra identità è partecipazione civile, è esserci quando il Paese, i cittadini, le famiglie ne hanno bisogno. Solidarietà: è l’anima del vostro associazionismo, la linea conduttrice del vostro agire. Volontariato: siete il cuore della Protezione civile, l’esempio di generosità e dedizione nelle necessità, forti nelle avversità ma senza mai rinunciare al sorriso, all’abbraccio, al calore di una stretta di mano. In questi tempi difficili, dove sembrano a volte prevalere i conflitti e le paure, gli antagonismi e gli scontri più che le ricomposizioni, dove il dialogo sembra coperto da grida scomposte, possano i valori degli Alpini essere quelli della nostra comunità», ha aggiunto l’assessora alla Sicurezza Stefania Zivelonghi.
La cerimonia di questa mattina ha chiuso una tre giorni di iniziative a memoria del sacrificio alpino. Tra queste, le due serate organizzate nelle baite degli alpini dei gruppi di Parona e di Santa Maria di Zevio, con un incontro culturale su “Sacrificio e tragedia dell’ARMIR, l’Armata scomparsa nella steppa” con il professor Tommaso Migliorini, collaboratore del Centro Studi dell’ANA Verona, Circolo “Mario Balestrieri”.
Le celebrazioni si sono aperte questa mattina con la celebrazione della messa, alle 8.30 nella chiesa di San Luca Evangelista di Corso Porta Nuova proseguite poi al Sacrario Militare.
Il Sacrario è rimasto aperto per tutto il giorno. A condurre le visite guidate, oggi organizzate dal gruppo alpini Lessinia – Valpantena, anche la ricercatrice Lucia Zampieri, iscritta all’Ana tra gli Amici degli Alpini, che ha intrecciato le storie dei caduti – riscostruendo singolarmente molte vicende con un certosino lavoro di ricerca tra Archivi di Stato e altre fonti – con la Storia.
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