Gadget a forma di embrione. Organizzatori Wcf: «Tanto rumore per nulla»
Un gadget che ha indignato in lungo e in largo l’opinione pubblica italiana, dal Veneto alla Sicilia, e che ha sollevato un polverone mediatico su tutte le testate nazionali. A chiarire la vicenda sull’embrione di gomma distribuito nello stand «Notizie Pro Vita», uno degli sponsor dell’evento in Gran Guardia, è il Comitato organizzatore del Congresso delle famiglie, che in una nota accusa una parte della stampa.
«Tanto rumore per nulla. Certa stampa non sa a cosa attaccarsi per denigrare il congresso di Verona. Non esiste alcun gadget del Congresso di Verona. – dichiarano gli organizzatori del congresso delle famiglie Toni Brandi e Jacopo Coghe. – La riproduzione di un feto di 11 settimane è un residuo della vecchia campagna che ha reso famosa l’associazione Pro vita e che comprese anche l’affissione del manifesto grande quanto la facciata di un palazzo. Fu creata per aprire un dibattito sulla vita. E sulla vita ci concentriamo»
Organizzatori che colgono l’occasione per prendere la netta distanza su un’affermazione rilasciata da una signora che ha preso parte al convegno e che, durante un’intervista, ha detto: «Gli omosessuali vanno curati, sennò per loro c’è l’Inferno».
«Follie. Questo non è il pensiero degli organizzatori e ci dissociamo da chi strumentalizza una situazione ad alta densità mediatica per attirare le telecamere su temi che non sono in programma e non interessano il nostro dibattito. – rispondono seccamente gli organizzatori – Non solo. Il nostro pensiero è ben diverso: non abbiamo nulla contro le persone omosessuali che rispettiamo e non sono al centro dei nostri temi. Diverso è sostenere la famiglia naturale che è il futuro della società per non finire in una nazione ospizio e siamo contro l’utero in affitto per proteggere i bambini e le donne schiavizzate».
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