Formazione e smart working: l’impegno del Comune di Verona per il benessere dei dipendenti

Avviata nei mesi scorsi da parte dell'Amministrazione comunale un'indagine interna per valutare il clima organizzativo dell'ente e intraprendere azioni migliorative e integrative.

Palazzo Barbieri, sede del Comune di Verona green pass
Palazzo Barbieri, sede del Comune di Verona

L’Amministrazione comunale di Verona ha avviato nei mesi scorsi un’indagine interna per misurare il clima organizzativo dell’ente, ciò per capire quali iniziative e misure attuare per migliorare le condizioni di lavoro dei propri dipendenti.

Il clima lavorativo infatti è in grado di influenzare l’efficienza e il comportamento del personale, condizionando in modo significativo l’andamento dell’ente. Da qui l’importanza di indagare le principali criticità che si riscontrano nei diversi uffici comunali, siano esse legate all’organizzazione del lavoro o alla conciliazione dei tempi.

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Completamente anonimo e nel rispetto della riservatezza e dei diritti degli interessati, il questionario sul clima organizzativo è stato inviato a 1.665 dipendenti (sono esclusi i dirigenti e le posizioni organizzative). Vi ha aderito quasi il 70 per cento dei dipendenti, permettendo così agli uffici di elaborare una buona percentuale di dati che, oltre ad essere consultabili sulle pagine web interne al Comune, serviranno agli amministratori per individuare le azioni positive da inserire e attuare nei prossimi strumenti programmatori.

Il questionario elettronico era composto da dieci domande, ciascuna delle quali prevedeva quattro modalità di misurazione del grado di accordo e di importanza. Dai rapporti con i colleghi e con i superiori all’organizzazione del lavoro, dai carichi di lavoro alla possibilità di ricevere un’adeguata formazione professionale. I risultati del sondaggio fotografano un clima organizzativo che, nella sua valutazione media complessiva, registra un leggero miglioramento rispetto all’anno prima.

Tutte le domande ottengono una valutazione che supera il valore della media teorica, mentre quelle che registrano una media ponderata più alta (che tiene conto cioè sia del peso della “soddisfazione” che di quello dell’importanza), sono quelle che riguardano l’adeguatezza del ruolo svolto al profilo professionale di appartenenza e la possibilità di ricevere un’adeguata formazione.

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Sulla formazione l’Amministrazione in questi due anni ha investito molto, aumentando in modo significativo le opportunità in tal senso per i dipendenti, ampliando e diversificando i corsi e gli aggiornamenti. Sforzo premiato anche dal sondaggio con 0,3 punti in più rispetto al questionario del 2022 e che proseguirà per migliorare ulteriormente questo importante aspetto del benessere lavorativo.

Non rientrava nel questionario ma è senza dubbio un indicatore che può fare la differenza. Parliamo del lavoro agile, strumento utilizzato per necessità durante il Covid nel pubblico come nel privato e che ora, con l’entrata in vigore del nuovo Contratto Nazionale degli enti locali, il Comune dovrà nuovamente normare. Il nuovo regolamento comunale sull’attuazione del lavoro agile è alle sue battute finali. Terrà conto degli esiti dei sondaggi interni effettuati nei mesi scorsi e somministrati ai dipendenti che alla data del 18 ottobre usufruivano dello smartworking, il 67 per cento dei quali si è detto soddisfatto delle modalità di lavoro agile.

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