Filobus, opposizioni all’attacco

Ieri le forti critiche da parte del Partito Democratico, oggi incalzano le dosi Michele Bertucco di Sinistra e Verona in Comune e i rappresentanti di Traguardi Tommaso Ferrari e Giacomo Cona.

bertucco cona ferrari forte san procolo
Giacomo Cona, Tommaso Ferrari e Michele Bertucco

Dopo le accuse di fallimento per le opere Traforo e Filobus arrivate ieri da Federico Benini e Stafano Vallani del Partito Democratico, oggi aggiungono benzina sul fuoco anche il consigliere comunale Michele Bertucco di Verona e Sinistra in Comune e il collega Tommaso Ferrari di Traguardi, accompagnato nella nota stampa da Giacomo Cona.

«Sulla debacle del filobus il Sindaco Sboarina sembra emulare la tecnica del “passante ignaro” già portata ai massimi livelli, francamente inarrivabili anche dal punto di vista drammaturgico, dal neo-rieletto presidente della Regione Luca Zaia che fin dai tempi delle indagini su Galan o sul Mose, arrivando al recente scandalo del citrobacter, accoglie ogni scandalo o fallimento amministrativo e organizzativo con lo stesso stupore dell’ “uomo della strada”, attribuendone naturalmente la responsabilità sempre ad altri. – sottolinea Bertucco – Per quanto carente e grottesca sia stata la gestione di Barini, la cui riconferma alla testa di Amt è peraltro già bruciata da questioni di inconferibilità, la filovia resta infatti solo un elemento di una riforma del sistema della mobilità attesa da 30 anni ma che non solo non avanza ma, anzi, retrocede».

«Il cambio di progetto da tramvia a filobus avvenne nel 2008 ad opera della giunta Tosi di cui facevano parte i vari Sboarina, Padovani, Polato sulla promessa che la filovia sarebbe stata più facile e rapida da realizzare. Non hanno mai voluto prendere sul serio chi dimostrava che i vantaggi erano tutt’altro che evidenti e che, anzi, si trattava di un’opera zoppa, ed ecco i risultati 13 anni dopo… – prosegue il consigliere di Sinistra e Verona in Comune – Anche volendo sorvolare sul fatto che ora i cantieri vanno prima richiusi e poi riaperti a seguito di nuova gara di appalto, Sboarina non è ancora in grado di dire su quale mezzo intende puntare. Si dovranno togliere tutti i pali già piantati por le linee aeree? Dove sono le varianti storiche di via San Paolo e Borgo Venezia? Come verrà riorganizzata via Mameli? Tutto questo non è soltanto responsabilità di Amt, società veicolo controllata dal 100% dal Comune».

Michele Bertucco

«Allo stesso modo non è responsabilità di Amt garantire lo sviluppo del trasporto pubblico locale che il bando spezzatino della Provincia minaccia di smembrare in tre tronconi. Da decenni diciamo che il trasporto deve essere integrato e multimodale ma finora tutto quanto si è riusciti a fare sul fronte della mobilità alternativa sono le corsie ciclabili in situazione di emergenza sanitaria. – conclude Bertucco – E’ in grado l’amministrazione Sboarina di sbrogliare questa matassa e recuperare l’enorme divario che ci separa da tutte le città vicine che questa riforma della mobilità hanno invece attuato? Essendo essa stessa parte del problema, non da oggi ma dal 2007, noi crediamo di no…»

«La risoluzione del contratto per la realizzazione del Filobus tra AMT le aziende appaltatrici è solo l’ultimo episodio di una saga infinita che immobilizza la città da troppo tempo. Sono ormai 30 anni che a Verona si parla di rivoluzionare il trasporto pubblico, ma per problemi burocratici, amministrativi, progettuali o politici la città è rimasta ferma. – spiega Giacomo Cona, segretario di Traguardi. «La situazione odierna, dopo la risoluzione del contratto che, temiamo, provocherà strascichi legali, complicazioni operative ed ulteriori costi a carico della comunità, non è per nulla chiara ed in via di risoluzione. Il Sindaco afferma che, una volta terminati i rapporti con ATI e chiusi i cantieri, si avvieranno nuove procedure di appalto per assegnare il progetto ad altre imprese e realizzare il filobus, mentre i segnali che sono arrivati per mesi dall’amministrazione parlavano di una netta volontà a non voler realizzare il progetto. Della possibilità di modificare l’opera in un sistema di bus elettrici, poi, nessuna prova tangibile o progetto visionabile. Un’ incertezza che lascia sconcertati tutti i cittadini, dimostrando la grande incapacità decisionale di un’amministrazione miope ed impotente di fronte ai bisogni della città».

Sul punto interviene anche Tommaso Ferrari, consigliere comunale: «Mentre le realtà a noi vicine realizzano opere proiettate nel futuro e puntano ad una decisa riduzione del traffico e ad un miglioramento della qualità dei trasporti, Verona resta immobile, impantanata tra gli errori grossolani di una Giunta che ha ampiamente e anticipatamente dichiarato il proprio fallimento. Occorre che la società civile veronese, quella che vive la città, i suoi problemi e e le sue potenzialità tutti i giorni, lavori insieme per un’alternativa che rimetta in moto Verona. Occorre lavorare senza sosta per smuovere la città dall’immobilismo dannoso in cui è ormai da troppi anni bloccata».

Giacomo Cona e Tommaso Ferrari