Cantieri filobus in Borgo Venezia: mercoledì 19 l’incontro pubblico

via Pisano - filobus in Borgo Venezia - Filobus

Preoccupati i residenti e i commercianti di Borgo Venezia, e in particolare di via Pisano, per i disagi legati al passaggio del filobus nel quartiere.

Se ne discute in tutta la città, dell’utilità o meno dell’opera, dei disagi portati dai cantieri, delle attenzioni sull’accessibilità per tutti. In Borgo Venezia, sul tema del filobus, negli scorsi giorni un comitato spontaneo di cittadini e commercianti aveva iniziato a raccogliere firme, al fine di richiamare l’attenzione proprio di Amt e Comune di Verona sui dubbi sollevati.

Del passaggio del filobus in Borgo Venezia si parlerà durante un incontro pubblico mercoledì 19 giugno alle 20.30 nella sala conferenze del Centro Tommasoli in via Perini 7.  Saranno presenti il presidente della Sesta circoscrizione Rita Andriani, i vertici di Amt, la rirezione lavori e il Comune di Verona.

«Il tanto atteso confronto con Amt sul filobus si terrà mercoledì 19 giugno al centro Tommasoli», dice la presidente della Sesta Circoscrizione Rita Andriani, che la scorsa settimana aveva inoltrato la richiesta al presidente Amt Barini. «I cittadini si aspettano informazioni non evasive sulla tempistica del cantiere e sulle soluzioni progettuali che Amt intende adottare, con particolare riguardo al passaggio da via Pisano e all’ipotesi di sdoppiamento su via Spolverini».

«Da queste soluzioni dipende il futuro delle circa 80 attività commerciali che si affacciano su via Pisano nonché delle centinaia di posti auto utilizzati ogni giorno dai residenti che in gran parte sono privi di garage» continua Andriani. «Ad oggi, inoltre, non abbiamo nessuna informazione sulla capacità del parcheggio previsto al capolinea di Borgo Santa Croce. L’umore dei cittadini è condizionato in negativo non soltanto per gli “inevitabili disagi” che un’opera così grande comporta – conclude – ma anche a causa delle scarse aspettative in merito alla reale efficacia e funzionalità di un mezzo che viene percepito come obsoleto, invasivo, costoso e non risolutivo. Se Amt dispone di qualche certezza in merito, questa è l’occasione giusta per illustrarla».