Filippo Grigolini: «Fondazione VIDIA, il primo progetto in caso di vittoria»

Promozione della vita, tutela della disabilità e dell'anziano, tutto questo riassunto nell'acronimo VIDIA. Questa l'idea di Filippo Grigolini, presidente di Famiglia è futuro e candidato alle prossime elezioni con Verona Al Centro a sostegno del candidato Federico Sboarina. «Una nuova fondazione a servizio della città che prende il nome dalla punta delle racchette da montagna perché scalfisce la roccia, permettendo alla persona di trovare stabilità e sicurezza».

Filippo Grigolini
Filippo Grigolini

Filippo Grigolini, candidato con Verona al Centro, racconta ai nostri microfoni la sua carriera politica e i valori su cui essa si basa.

La sua è una storia di politica attiva che nasce nel 2007 circa e che poi l’ha vista protagonista all’interno della 2^ Circoscrizione, prima come consigliere e poi come presidente. Come si è avvicinato al mondo della politica?

Il mio legame con la politica inizia ufficialmente nel 2007 ma in realtà ha origini ancora più remote. Fin da ragazzo, anche grazie alla passione per la storia e geopolitica trasmessa da mio padre, ho sempre seguito certi temi. Nel 2002 mi sono sposato e sono andato a lavorare a Milano, ma l’idea che sia io che mia moglie avevamo era di tornare quando prima e lavorare a Verona ma soprattutto per Verona. Sono partito in 2^ Circoscrizione, al cui interno ci sono diversi quartieri e indicativamente conta 32mila abitanti, con molti nodi da risolvere. È stata un’esperienza formativa importante e carica di responsabilità. Il presidente di Circoscrizione, soprattutto, è molto vicino al territorio e alle persone.

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Questa esperienza poi l’ha spinta a provare la via di Palazzo Barbieri come candidato sindaco, nel 2017, giusto?

Sì, ero uno degli otto candidati in corsa. Questo salto fu abbastanza inatteso per certi versi. Nel 2014-2015 emerse a livello nazionale un’emergenza legata a proposte di legge molto delicate, come la legge Cirinnà, su cui una bella fetta di popolazione insorse e si divise. Da lì partirono alcuni incontri per discutere sul tema, che sfociarono nella creazione di un movimento politico che mi portò a candidarmi sindaco.

Lei è presidente anche di Famiglia è Futuro. Come mai è così legato a questo tema?

Io sono il terzo di tre figli, ho quattro figli, ho una mamma che era 11esima di undici figli. Mio padre era terzo di sette figli, invece. Eravamo una famiglia molto numerosa, insomma. È una bella esperienza relazionale, quella che si fa in una famiglia così grande. Essendo quindi cresciuto in un ambiente come questo, sono stato portato maggiormente a ragionare in termini di benessere della società centrandolo proprio sulla famiglia. Se la famiglia è presente e forte, anche la società poi è sana. C’è poi un altro tema da non sottovalutare. A seguito dell’emergenza Covid, infatti, i ragazzi hanno vissuto un periodo di forte disagio, in cui ora stanno ricadendo nuovamente per via della guerra in corso. Credo sia importante lavorare su questo, per garantire loro un futuro fatto di stabilità e certezze.

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Lei però non è impegnato solo sul tema della famiglia. Assieme al consigliere regionale Stefano Valdegamberi ha dato vita a Vale Verona, un’associazione che poi ha dato il la alla creazione di Verona al centro, un po’ la sintesi delle due anime…

Abbiamo voluto portare un arricchimento progettuale e culturale all’attività del sindaco Sboarina, che auspichiamo prosegua per i prossimi cinque anni. Abbiamo cercato di estendere le nostre competenze con degli innesti e contributi di persone che condividevano i nostri principi. Verona al centro dice che la città si colloca al centro della scena politica, in tutti i sensi.

Il 12 giugno quindi ci sarà anche Filippo Grigolini, in prima linea. Cosa auspica per sé e per il suo movimento? Qual è la Verona del futuro?

Le elezioni del 2022, per tante ragioni, auspico che rappresentino una nuova partenza. Spero che ognuno porti le proprie progettualità, senza critiche e prese di posizione. Sarebbe bello avere nuove progettualità che diano nuova linfa ai giovani e a tutti coloro che vivono la città. Una di esse, che vorremmo porre in atto, è creare una nuova fondazione a costo zero che si dedicherà esclusivamente alla promozione della vita e della tutela della disabilità e dell’anziano. Il nome, simbolico, che vorremmo dare è “Widia”, come la lega metallica con cui si formano le punte delle racchette per andare a camminare in montagna. Questo materiale scalfisce la roccia, garantendo la sicurezza dell’alpinista. Questo è proprio quello che vogliamo fare noi: scalfire la staticità di questi ultimi vent’anni.

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