Filcams Cgil Verona: sciopero Metro Italia 19 aprile

Per la prima volta, dopo decenni di relazioni sindacali strutturate e di contrattazione integrativa, l’attuale dirigenza di Metro non ha voluto sottoscrivere con le Organizzazioni Sindacali il Contratto Integrativo Aziendale.

Le Segreterie Nazionali di Filcams, Fisascat e Uiltucs – unitamente alla delegazione trattante e alle strutture territoriali – chiamano le lavoratrici e i lavoratori alla lotta affinché l’azienda muti radicalmente il proprio atteggiamento. Proclamata una giornata di sciopero nazionale per il 19 aprile 2019 e ulteriori 8 ore di sciopero da organizzarsi a livello territoriale e di magazzino.

“Un atto grave che si è consumato dopo mesi di trattativa surreale, in cui l’impresa ha esclusivamente ribadito le proprie posizioni in un monologo sordo alle esigenze delle lavoratrici e dei lavoratori”, si legge nel comunicato stampa rilasciato in mattinata dal sindacato. A ottobre il nuovo gruppo dirigente aveva disdetto il contratto integrativo.

Quattro i punti principali sui quali non è stato raggiunto l’accordo tra impresa e lavoratori.

In primo luogo la mancata accoglienza della richiesta, da parte delle organizzazioni sindacali, di garantire i turni unici continuati, rimettendo a livello territoriale il confronto e gli accordi sull’organizzazione del lavoro.

Il sindacato denuncia poi l’intenzione di aumentare le ore settimanali di lavoro a 38, disegno comunicato a pochi giorni dalla fine delle trattative, e la volontà di ridurre il premio variabile da a 1600€ a 1400€. 

Infine, un duro attacco a Metro per il “cinismo disumano” con il quale negli ultimi anni ha annunciato chiusure e licenziamenti. Come esempio la situazione preoccupante del punto vendita di Bolzano, un affitto in  scadenza il 30 giugno che dovrebbe essere affrontata il 30 maggio, una comportamento che “dimostra il totale disinteresse dell’impresa per i propri dipendenti e le loro famiglie”.

Il sindacato lamenta inoltre l’approccio su salute e sicurezza e la volontà dell’impresa di affrontare il rischio infortunio attraverso il “Safety Day”.  La riduzione degli organici, la riduzione degli strumenti per la movimentazione dei carichi, le modalità con cui vengono predisposte le pedane, il mancato rispetto delle mansioni sono invece, scrive CGIL, i veri motivi per cui il numero di infortuni è aumentato.

Le due parti trovano l’unico punto di avvicinamento nell’incremento della maggiorazione per le prime 8 prestazione domenicali dal 50% al 60%, rispetto alla richiesta di piattaforma del 70% per tutte le domeniche lavorate.

 

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