Emergenza siccità, al via la ridistribuzione ottimale dell’acqua

Nel Veronese la situazione più critica si registra nella zona collinare, dove alcuni degli impianti a pressione sono momentaneamente fermi. Il Presidente del Consorzio di Bonifica Alta Pianura Veneta, Silvio Parise, invita alla collaborazione di tutti gli utenti, e informa sull'intenzione di partire con il monitoraggio per un uso parsimonioso ed equo della risorsa irrigua.

Emergenza siccità
Un impianto a Soave, il letto del torrente Tramigna è in secca.

Emergenza siccità, al via la ridistribuzione ottimale dell’acqua

La siccità che si prolunga da mesi e lo straordinario innalzamento delle temperature di queste ultime settimane fa salire la preoccupazione degli agricoltori veronesi. La situazione più critica si registra nella zona collinare, dove alcuni degli impianti a pressione sono momentaneamente fermi. Il Presidente del Consorzio di Bonifica Alta Pianura Veneta, Silvio Parise, ricorda che in questo momento è fondamentale la collaborazione di tutti gli utenti per ridurre al minimo gli sprechi. Risulta necessario inoltre garantire una distribuzione equa. «Per questa ragione – dichiara Silvio Parise – le squadre del Consorzio stanno monitorando costantemente il nostro Comprensorio sette giorni su sette. Di acqua ce n’è poca ed è nostro compito garantirne una distribuzione ottimale che rispetti contemporaneamente il deflusso minimo vitale».

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«È importante parlare di questo tema al di fuori dello stato di emergenza per progettare al meglio interventi strutturali ed efficienti. Vorrei citare l’esempio virtuoso del laghetto di Giavenale, micro-bacino con duplice funzione, irrigua e di riduzione del rischio idraulico, realizzato alla fine del 2019 nell’ambito di un progetto europeo. Il laghetto rappresenta oggi una fonte di risorsa idrica per tre aziende agricole e zootecniche dell’Alto Vicentino», dichiara ancora Silvio Parise.

Il settore Ambiente del Consorzio ha avviato uno studio preliminare per censire nel proprio Comprensorio aree adatte ad ospitare interventi strutturali simili, micro-bacini per lo stoccaggio dei volumi d’acqua a scopo irriguo e di bonifica, a seconda della necessità del momento.

I dati

I dati parlano chiaro, dall’inizio dell’anno idrologico, ottobre 2021, al 31 maggio 2022, sono caduti mediamente in Veneto 440 mm d’acqua contro una media di 732 (Dati arpav). Inoltre, il mese di maggio ha registrato temperature tra le più elevate degli ultimi trent’anni (con massime anche 4 – 5°C sopra la media). Nel mese di giugno il deficit di precipitazione registrato risulta ancor più significativo in relazione all’andamento delle temperature che provocano alti livelli di evapotraspirazione. Purtroppo, le condizioni meteorologiche non accennano a migliorare, i corsi d’acqua sono allo stremo, le falde sono ridotte all’osso: non è ancora chiaro per quanto il sistema potrà ancora reggere.

La situazione di emergenza è ormai chiara anche a Roma, dove mercoledì sarà sul tavolo delle discussioni della Conferenza Stato-Regioni, alla quale parteciperà il Presidente della Regione, Luca Zaia.

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