Elezione diretta delle Province, botta e risposta tra Di Maio e Salvini

Si riaccende la polemica tra Movimento 5 Stelle e Lega sul tema dell’elezione diretta delle province, che quindi tornerebbero ad avere pieni poteri uscendo così dalla riforma Delrio, con la quale le province erano state trasformate in enti di secondo livello.

Questa storia delle Province mi sembra assurda. Io altre 2500 poltrone in più dove i partiti possono piazzare i loro…

Geplaatst door Luigi Di Maio op Zondag 28 april 2019

«Quelle 2500 poltrone in più con il MoVimento 5 Stelle non passano. No ad altri serbatoi clientelari, no ad altra burocrazia. Bisogna semplificare le cose, non complicarle!» scrive su Facebook il vicepremier Luigi Di Maio. «Già me la immagino la corsa di certe volpi a piazzare amici, amichetti e portatori di voti. Lo Stato ha l’obbligo di assicurare i suoi servizi ai cittadini. Per le tasse che pagano gli italiani – aggiunge Di Maio – le scuole dei loro bambini dovrebbero già stare in piedi ed essere pulite, non è che si può dire alle mamme “te le metto a posto regalando altri 2500 incarichi politici”. Ad ogni modo trovo inutile anche discuterne». Su Twitter poi, Di Maio ha ribadito la propria posizione: «L’Italia ha bisogno di efficienza e snellimento, non di enti inutili e costosi».

Immediata la risposta secca di Salvini: «Se Luigi Di Maio mi spiega chi sistema le scuole e le strade andiamo d’amore e d’accordo. Poi i Cinque Stelle si mettano d’accordo con se stessi, perché altri viceministri dei 5 Stelle stanno lavorando per dare forza alle province. Quella sulle province è un’ennesima situazione in cui i 5 Stelle devono decidere tra sì, no e forse», ha aggiunto Salvini.(Ansa)