Damiano Tommasi “ambassador per l’etica digitale”

L'anima candida del calcio italiano Damiano Tommasi, in occasione del Safer Internet Day, affianca la no profit “Social Warning - Movimento Etico Digitale”, fondata nel 2018 dal 25enne Social Media coach Davide Dal Maso.

Davide Dal Maso, 25 anni, fondatore del Movimento Etico Digitale e Damiano Tommasi, 46 anni, dirigente della scuola che ha fondato con focus su didattica digitale innovativa.
Davide Dal Maso, 25 anni, fondatore del Movimento Etico Digitale e Damiano Tommasi, 46 anni, dirigente della scuola che ha fondato con focus su didattica digitale innovativa.

In occasione del Safer Internet Day, giornata internazionale di sensibilizzazione sui rischi del web istituita dall’Unione Europea che si celebra oggi, la no profit “Social Warning – Movimento Etico Digitale”, fondata nel 2018 dal 25enne Social Media coach Davide Dal Maso, diffonde i risultati dell’ultima survey condotta dall’Osservatorio interno e soprattutto lancia la figura di Damiano Tommasi, 46 anni, anima candida del calcio italiano e fondatore di una scuola avveniristica in Valpolicella, in provincia di Verona, come “Ambassador per l’etica digitale” della no profit.

Due figure dalla forte connotazione etica e sociale, seppur con storie ed età diversissime, condividono una grande sfida: aumentare la consapevolezza nei ragazzi e nei loro genitori di quanto sia importante l’educazione digitale. I dati diffusi oggi dalla no profit, poi, raccontano moltissimo di quanto la pandemia abbia cambiato i trend degli under 16 alle prese con il web.

I principali dati emersi

Il 22% di loro è connesso 24 ore su 24 e il 39% naviga senza alcun limite da parte della famiglia, che nel 70% dei casi non vigila in alcun modo rispetto all’utilizzo dei social. Una percentuale che è addirittura raddoppiata rispetto allo scorso anno.

E loro, gli under 16 protagonisti della terza survey annuale condotta dall’Osservatorio scientifico della no-profit Social Warning – Movimento Etico Digitale (https://socialwarning.it/) e diffusa in occasione del Safer Internet Day 2021, in assenza di un adulto che li tenga per mano hanno imparato da soli ad usare la rete anche in maniera costruttiva. Per esempio come fonte di informazione, che per il 91% vuol dire Google e per il 23% social network.

Certo, la consapevolezza di quanto sia importante tutelare la propria reputazione digitale ancora non è abbastanza radicata se è vero che il 74% di questi ragazzi che condivide abitualmente foto o video personali sui social (lo fa il 61% della totalità) poi se ne pente.

In rete si è imbattuto in episodi spiacevoli il 15% degli under 16 coinvolto nell’indagine del Movimento Etico Digitale che, attraverso una rete di formatori volontari (attualmente sono circa 170), ha raggiunto in soli tre anni di attività più di 40mila ragazzi (oltre 10mila solo nel 2020) e 11mila genitori promuovendo l’educazione digitale nelle scuole di tutta Italia.

Il numero dei ragazzi che in rete si è imbattuto in fenomeni di adescamento è sostanzialmente stabile, mentre per il cyberbullismo la percentuale è addirittura diminuita rispetto al 2020 (35% nel 2021 contro il 40% del 2020). Fa riflettere il dato relativo alla percentuale che racconta che il 15% dei ragazzi coinvolti nella ricerca promossa dall’Osservatorio Scientifico della no profit ha vissuto fenomeni di revenge porn, dato che indica ancora una volta che c’è tanta strada da fare per affermare una solida consapevolezza di quanto sia importante tutelare fin da giovanissimi la propria reputazione digitale.

Il gaming come antidoto alla solitudine. Boom dei social più interattivi

Ma la survey del “Social Warning – Movimento Etico Digitale”, no profit nata tre anni fa dall’intuizione del 25enne vicentino Davide Dal Maso, primo docente in Italia ad aver portato l’educazione civica digitale in classe nell’Istituto Professionale in provincia di Vicenza in cui insegna da quattro anni, ci racconta soprattutto come la pandemia abbia cambiato il modo di vivere la rete per gli under 16 coinvolti dalla survey: nel 2020 era Youtube a fare la parte del leone, seguito da WhatsApp, Instagram e TikTok, con Facebook fanalino di coda.

Nel 2021 conquista la prima posizione WhatsApp ma a spopolare davvero sono Instragram (usato dall’84,10% dei ragazzi intervistati contro il 65% dello scorso anno) ed i cosiddetti “nuovi social”.

Dati Osservatorio Scientifico del Social Warning - Movimento Etico Digitale, confronto 2020-2021: quali sono i social media più utilizzati
Dati Osservatorio Scientifico del Social Warning – Movimento Etico Digitale, confronto 2020-2021: quali sono i social media più utilizzati?

In primis TikTok che dal 34% passa al 52% eche a livello mondiale ha registrato nella sua community un aumento fortissimo di over 25 dal primo lockdown in poi; dopo TikTok spopolano i nuovissimi Twitch (17,60%), che da piattaforma di live streaming per solo videogiocatori sta diventando un canale di streaming per qualunque contenuto, e Discord (16,20%), la chat dei videogiocatori nata nel 2015 e diventata negli anni un social network completo che consente interazioni tra gli oltre 100 milioni di utenti in tutto il mondo.

“Si tratta di un nuovo trend indotto dalla pandemia” commenta Davide Dal Maso, secondo Forbes fra gli under 30 italiani più influenti nel settore Education, che spiega: “Costretti in casa, senza scuola in presenza, senza il nuoto, la danza o le partite di calcetto, senza vedere gli amici e divertirsi insieme, i ragazzi hanno trovato in rete una parziale risposta rispetto ai loro bisogni frustrati attraverso i cosiddetti nuovi social come TikTok, Twitch o Discord. Spazi virtuali in cui divertirsi, ballare o giocare con gli amici continuando a chattare, coltivare le relazioni con i coetanei interagendo live e continuamente, caratteristica che gli altri social non hanno. TikTok, Twitch e Discord vincono perchè sono i più interattivi”.

Al via la campagna #equilibridigitali

«Il digitale – spiega ancora Davide Dal Maso – ci ha aiutato molto da quando è scoppiata la pandemia: pensiamo a cosa sarebbe vivere un lockdown senza social, senza serie tv, senza videochiamate, senza alcun supporto digitale…Ora però serve trovare un equilibrio per raggiungere il benessere».

Così la no profit ha deciso di lanciare la campagna #EquilibriDigitali con incontri di formazione gratuita, per lo più da remoto, nelle scuole di tutta Italia per tutto il 2021 al fine di sensibilizzare ragazzi e genitori sull’importanza di trovare un equilibrio virtuoso tra on line e off line, riflettere sulle potenzialità e i rischi del web e mettere in campo una vera educazione civica digitale.

«Equilibrio digitale vuol dire autodeterminazione, capacità di decidere quanto tempo voglio passare in rete e quanto tempo invece voglio passare nella vita reale. Sarà un caso – è la provocazione di Dal Maso – che la maggior parte dei ricordi più belli della nostra vita siano legati ad un abbraccio anziché al vedere schizzare le proprie views su YouTube?».

Davide Dal Maso, fondatore di "Social Warning - Movimento Etico Digitale"
Davide Dal Maso, fondatore di “Social Warning – Movimento Etico Digitale”.

Damiano Tommasi ambassador dell’etica digitale

«Vivere le proprie relazioni e la propria affettività on line vuol dire anche trovare on line i propri riferimenti: sempre di più Twitch, TikTok e Instagram – continua Dal Maso – si configurano come piazze virtuali in cui seguire influencer, calciatori, cantanti, gamers, personaggi dello spettacolo in generale. C’è bisogno però che questi riferimenti sempre più importanti per i ragazzi veicolino i contenuti giusti, dei valori etici con valenza sociale che possano portarsi anche nella vita reale. È per questo che abbiamo chiesto ad una figura epica come Damiano Tommasi, ex calciatore professionista, bandiera del calcio pulito, “anima candida” in campo e fuori come sempre tutti gli hanno riconosciuto e sponsor del digitale anche con la sua scuola in Valpolicella, provincia di Verona, di darci una mano scendendo in campo per il Social Warning come Ambassador per l’Etica digitale».

E l’ex maglia azzurra della Nazionale, che oggi tra gli altri progetti guida una scuola bilingue che punta sull’innovazione didattica digitale ha accettato la sfida con entusiasmo.

«Da genitore di adolescenti, da dirigente scolastico e da cittadino non posso che aderire entusiasta all’iniziativa di Davide e del Social Warning: la conoscenza – commenta Tommasi – è il miglior antidoto per qualsiasi pericolo e sono convinto che scoprire e capire i social sia un processo inevitabile e necessario per non cadere nell’errore del solo allarmismo. Quando penso alla tecnologia, ad internet e al mondo dei social non posso fare a meno di pensare che sarebbe triste non insegnare a leggere e scrivere per paura delle bestemmie o delle cattiverie. Vedo l’impegno di Social Warning, quindi, come il percorso obbligatorio che, nel presentare anche il lato oscuro della rete, esalta le potenzialità e le positività di poter essere connessi con il mondo.

Nella mia carriera calcistica, una volta diventato personaggio pubblico, ho sempre accettato di farmi megafono delle iniziative più lodevoli. Oggi la rete impone un nuovo protagonismo educativo a quanti, attraverso i canali social, sono riferimento per le migliaia e milioni di followers. È una nuova responsabilità ancor più delicata perché non filtrata dai professionisti della comunicazione, i giornalisti che ai miei tempi filtravano in positivo o negativo ogni messaggio».

Uno degli obiettivi del Movimento Etico Digitale è quello di creare una vera e propria squadra di Ambassador per veicolare sui social valori e iniziative positive e contrastare una comunicazione spesso troppo piatta o priva di valori ed improntata esclusivamente sull’immagine e sull’apparire. E Damiano Tommasi accetta anche questa sfida: «Oggi qualsiasi sportivo o personaggio pubblico ha in mano la sua comunicazione e diventarne consapevole veicolo di messaggi positivi è diventato un obbligo oltre che un servizio. Per questo mi auguro di poter coinvolgere molti degli sportivi icone e riferimenti di un pubblico sempre più giovane e sempre più alla ricerca di esempi positivi».

«Grazie a Damiano – conclude Davide Dal Maso – che ci aiuterà a far comprendere ad adulti e ragazzi che serve maggiore consapevolezza da parte di tutti. Accettare che un figlio tra DAD e connessioni con gli amici passi sempre più tempo on line e sui nuovi social come TikTok, Twitch o Discord che sono i più interattivi, non significa lasciarlo solo rispetto a potenziali insidie della rete come cyberbullismo, revenge porn o challenge pericolose».