Anche il Comune appoggia il concerto “nazi-rock”. Bertucco e Benini contrari

Mancano cinque giorni al concerto “Terra e libertà”, ribattezzato dalle organizzazioni e dalle sigle della sinistra veronese come il concerto “nazi-rock” poiché promosso dalle associazioni antagoniste di destra. Cinque giorni infuocati sul piano politico, come da settimane del resto. A gettare ulteriore benzina sul fuoco sulla vicenda sono i consiglieri di Verona e Sinistra in Comune, Michele Bertucco, e del PD, Federico Benini, che in un comunicato stampa firmato da entrambi accusano il Comune, alla pari della Provincia, per il patrocinio concesso oggi alla manifestazione.

«Anche il Comune di Verona come la Provincia di Verona si mette le fette di salame sugli occhi e, contro ogni buon senso e contro gli appelli internazionali di questi giorni, decide di patrocinare un concerto di chiaro stampo politico estremistico che con la memoria di Jan Palach e con gli alluvionati di Verona non ha niente a che fare. – tuonano i consiglieri – La decisione è stata presa oggi in conferenza dei capigruppo, con il voto contrario dei sottoscritti.
Si tratta di un’altra figuraccia per Verona che passa per una città ignara della storia ed incapace di distinguere una commemorazione di un eroe della democrazia da una bieca strumentalizzazione politica».

I consiglieri di minoranza criticano anche l’associazione organizzatrice: «Nomos è una delle tante associazioni della galassia dell’estrema destra veronese che nascono e muoiono come i funghi. È presieduta da un attivista di Forza Nuova, formazione neofascista, ed è sponsorizzata dal consigliere estremista Andrea Bacciga. Non risulta iscritta a nessun registro delle associazioni e riceve la fiducia di Comune e Provincia unicamente sulla base delle credenziali rese dallo stesso Bacciga. – concludono Bertucco e Benini – L‘operazione è così trasparente che gli organizzatori si rifiutano ancora di rendere noto il luogo dove si svolgerà il concerto, che da indiscrezioni dovrebbe comunque essere il teatro Stimate. Un’altra figuraccia che facciamo agli occhi dell’Italia e dell’Europa».