Critiche a Calenda da +Europa e PD, Azione replica

Alle dita puntate sul leader di Azione Carlo Calenda, ospite a Verona sabato scorso, risponde il segretario provinciale Marco Wallner: «Gli strascichi polemici non ci stupiscono assolutamente. Vuol dire che la rotta è quella giusta»

Carlo Calenda a Verona
Carlo Calenda a Verona

«Gli strascichi polemici post visita del nostro leader a Verona non ci stupiscono assolutamente. Tra l’altro il fatto che essi siano bipartisan ci conferma che la rotta intrapresa è quella giusta». Così Marco Wallner, segretario provinciale di Azione dopo le accuse avanzate nei giorni scorsi da alcuni esponenti politici veronesi in seguito alla visita di Carlo Calenda, in particolare da +Europa e Partito Democratico.

Marco Wallner - Segretario provinciale di Azione con Calenda
Marco Wallner – Segretario provinciale di Azione con Calenda

«Azione ed il Terzo Polo si pongono come alternativa ad ogni populismo e sovranismo, sia di destra che di sinistra. Non diamo bado alle reazioni altrui, rimaniamo concentrati ed andiamo dritti per la nostra strada. – prosegue Wallner – A noi interessa solo ed esclusivamente il rapporto con gli elettori i quali hanno ben inteso la concretezza dei nostri argomenti come tutti gli ultimi sondaggi, che ci vedono in continua ascesa, inequivocabilmente attestano».

«Capiamo bene che ciò comporti del nervosismo fra i nostri contendenti, ma la cosa ci lascia del tutto indifferenti. Spiace notare che in prima fila in questa polemica ci sia chi, come +Europa, fino a poco tempo fa correva a sostenere entusiasticamente Calenda, mentre ora sembra concentrarsi esclusivamente sulle notizie di Calenda e del terzo polo, forse in cerca spasmodica di quella visibilità che gli elettori, almeno stando ai sondaggi, sembrano non volergli dare».

Carlo Calenda a Verona

«Azione Verona pensa invece che i cittadini siano molto pochi interessati a queste schermaglie politiche ed abbiano bisogno di risposte serie dalla Politica per i problemi concreti di questa fase storica. Risposte e soluzioni che possono venire solo da chi come Azione Italia Viva vuole continuare con l’Agenda Draghi a trovare soluzioni pragmatiche ai problemi della nazione e dei suoi cittadini» conclude Marco Wallner.

Le accuse di +Europa

Anna Lisa Nalin
Anna Lisa Nalin

Carlo Calenda era stato ripreso più volte nei giorni antecedenti la visita a Verona da +Europa e dai candidati Anna Lisa Nalin e Giorgio Pasetto. Ad esempio sul tema caro energia: «E’ ora di dire la verità agli imprenditori del nostro territorio: il problema delle loro spaventose bollette che si ritrovano a pagare, può essere risolto solo a Bruxelles.  Qualsiasi cosa si voglia fare a livello nazionale, dovrà riguardare il prossimo governo, perchè quello in carica non può mettere mano ai bilanci statali, essendo in scadenza. Ma comunque, una o due bollette non basteranno e sarà l’Europa dover intervenire. E chi glielo chiederà? Chi fino ad ora ha accusato Bruxelles di ogni nefandezza o voleva uscire dall’UE? Chi fino a ieri era amico di Putin? Oppure il sedicente terzo polo, di quel Calenda che nel 2019 si fece eleggere al Parlamento europeo con i voti dei veneti, ma poi, in quattro anni, non si è mai fatto vedere per raccogliere le istanze del nostro territorio?».

Giorgio Pasetto
Giorgio Pasetto

Oppure sul tema della legalizzazione della cannabis: «Sulla legalizzazione della Cannabis dice in sostanza che gli fa comodo avere una legge che proibisca l’uso, così non deve dare tante spiegazioni al figlio. Insomma al riformista e liberale Calenda, fa comodo non riformare e che lo Stato decida per lui.
Del resto aveva già detto che sui matrimoni egualitari non voleva esprimersi, per non urtare la suscettibilità dei cattolici nel suo partito. Che a bene vedere è strano, visto che sul fine vita – tema che dovrebbe essere ben più lontano dalla morale cattolica – dice, invece, di essere d’accordo.Forse la questione è altra: temi come cannabis e diritti gay sono scivolosi per un certo elettorato benpensante e moralista che Calenda coccola. Tutto legittimo, ognuno va a cercare i voti dove vuole, ma che c’entrano rifome e libertà?»

Infine sulle critiche che Calenda avrebbe mosso sabato nei confronti del sindaco Damiano Tommasi: «Non è certo politicamente corretto il modo in cui Calenda si riferisce a Tommasi. Il nostro Sindaco sa quello che fa e quello che deve fare, senza che il leader di Azione si possa permettere di porgli limiti e condizioni. Del resto Tommasi è stato eletto a capo di una coalizione di cui anche Azione faceva parte, anche se noi tutti che vi abbiamo partecipato bene ricordiamo i problemi che il suo partito ha creato all’interno. Quella di Calenda e dei suoi adebti è evidentemente una brutta abitudine: in realtà sono proprio loro a pretendere di dare lezioni di politica agli altri. Val la pena ricordare ancora una volta che Carlo Calenda è stato eletto al Parlamento Europeo con i voti dei veneti, ma da quel momento nella nostra Regione non lo si è più visto, fino a questa campagna elettorale. Lui si dice sicuro che gli imprenditori lo voteranno, ma quando gli si chiede cosa abbia fatto di concreto per loro riesce a far riferimento solo ad un decreto nazionale.

Per il PD Calenda è un assenteista

Alessia Rotta
Alessia Rotta

«Calenda a Verona? Non l’ho visto, sono impegnata con il camper democratico insieme ai candidati del Pd, espressione del territorio, a girare la provincia palmo a palmo. Lo avrei salutato volentieri, nel 2019 la nostra comunità del Pd lo ha sostenuto come candidato capolista alle europee, peccato che dopo essere stato eletto, grazie ai voti dei veneti, non si è più fatto vedere.  Del resto lo hanno visto molto poco anche all’Europarlamento, dove non ha fatto nulla per Verona e il Veneto. I veronesi meritano di avere in Parlamento rappresentanti affidabili e credibili, che conoscono il territorio e portano risultati. Come ha fatto il Pd in questi anni, contribuendo in modo determinante alla vittoria delle elezioni comunali» sottolinea Alessia Rotta, deputata e candidata capolista del Partito Democratico a Verona. 

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