Crisi in Libia, Salvini: «C’è un rischio terroristi»

crisi in libia

Salvini: «I porti restano chiusi». Conte: «Lavoriamo per scongiurare la crisi umanitaria».

Sulla crisi libica il premier Giuseppe Conte in mattinata aveva detto: «Siamo molto preoccupati per la crisi libica, abbiamo sempre lavorato e continueremo a lavorare per scongiurare una crisi umanitaria che può esporre al rischio dell’arrivo di foreign fighters sul nostro territorio. Bisogna assolutamente evitare l’escalation».

«Ho letto che Conte parla di un rischio foreign fighters. Anche Maitig mi ha confermato che almeno 500 terroristi sono nelle carceri libiche e mai vorremmo vederli arrivare via mare. Quindi i porti restano chiusi, non si cambia». Così il vicepremier Matteo Salvini a margine di un’iniziativa sul pesto ligure alla Camera.

«Stiamo lavorando perché non ci sia guerra, speriamo che il peggio sia passato, il blitz di Haftar è fallito e noi siamo al lavoro perché si fermino i missili». Così Salvini, alla domanda sul rischio di arrivo di profughi dalla Libia e ribadendo che la linea sulla chiusura dei porti non cambia. «Non considero profughi tutti quelli che arrivano dalla Libia», ha chiarito il ministro dell’Interno.

«È giusto chiedere una soluzione diplomatica – ha detto Paolo Gentiloni –. È giusto chiedere un cessate il fuoco. Registro purtroppo una debolezza che deriva da un certo isolamento del nostro paese quindi una difficoltà a coinvolgere l’Unione europea, a coinvolgere gli Stati uniti. E quindi richieste giuste ma una certa debolezza nel sostenerle». Così l’ex primo ministro al Giornale Radio Rai-Radio1. Nell’intervista si è parlato anche di migranti: «È difficile che la guardia costiera libica continui ad operare. C’è il rischio di una ripresa di nuovi arrivi. Certamente il governo non se la può cavare con questa meschina propaganda della chiusura dei porti. D’altra parte arriverebbero in Italia rifugiati che hanno il diritto di asilo sarebbe automatica la necessità di tenere aperti i porti». (Ansa)