Coronavirus, i chiarimenti di Anief per i dirigenti scolastici

Arrivano da ANIEF Veneto (Associazione Nazionale Insegnanti e Formatori) alcuni chiarimenti riguardo i provvedimenti del DPCM Covid 19 e CCNL, che prevedono la chiusura delle scuole fino all'8 marzo. A seguito dei provvedimenti, sono stati segnalati ad ANIEF Veneto comportamenti "originali" da parte dei Dirigenti Scolastici ed, in alcuni casi, difformi rispetto a quanto previsto…

Arrivano da ANIEF Veneto (Associazione Nazionale Insegnanti e Formatori) alcuni chiarimenti riguardo i provvedimenti del DPCM Covid 19 e CCNL, che prevedono la chiusura delle scuole fino all’8 marzo.

A seguito dei provvedimenti, sono stati segnalati ad ANIEF Veneto comportamenti “originali” da parte dei Dirigenti Scolastici ed, in alcuni casi, difformi rispetto a quanto previsto dal CCNL Scuola, come richieste di presenza a scuola dei docenti anche in assenza di lezioni e riunioni degli organi collegiali come recupero delle ore non lavorate. Qualcuno avrebbe, inoltre, chiesto ai propri docenti di recarsi a scuola e firmare un registro di presenza di entrata ed uscita e poi allontanarsi da scuola per non interferire con le operazioni di igienizzazione: situazioni assimilabili all’istigazione alla falsa attestazione della presenza in servizio.

A partire da queste segnalazioni, i segretari di ANIEF Veneto Rita Fusinato ed ANIEF Verona Patrizio Del Prete precisano che: «Con riferimento alla riapertura delle scuole il 9  marzo, si precisa che le modalità di rientro in servizio dei docenti e l’organizzazione del lavoro del medesimo personale prima della ripresa delle attività didattiche, sono rimesse alle autonome determinazioni della dirigenza scolastica, da adottare nel rispetto delle vigenti disposizioni contrattuali di comparto e in coerenza con quanto deliberato nel Piano Annuale delle Attività, salvi tutti i necessari adattamenti richiesti dall’applicazione delle misure di prevenzione e contenimento dell’emergenza Covid – 19, già emanate dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri».

Qualunque comportamento difforme dalle indicazioni del DPCM e del CCNL 2016/2018 è pertanto da considerarsi un abuso da parte della Dirigenza scolastica.

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