Concessione A22, botta e risposta D’Arienzo-Sboarina
Continua il dibattito sulla concessione autostradale dell’A22, l’Autostrada del Brennero. Il senatore del Pd Vincenzo D’Arienzo aveva portato l’attenzione sul tema ancora una volta la scorsa settimana, criticando le posizioni di Lega, sindaco di Verona Federico Sboarina e presidente della provincia Manuel Scalzotto. D’Arienzo propone da tempo la soluzione della liquidazione dei soci privati, passo necessario per il rinnovo della concessione “in house”, senza dover aprire una gara europea.
La commissaria europea competente, afferma con soddisfazione D’Arienzo, «ha posto la parola fine a tutte le soluzioni impossibili che i contrari al rinnovo della concessione autostradale A22 “in house” hanno opposto ritardandone la conclusione».
«La concessione è scaduta dal 30 aprile 2014 e l’Autorità garante della concorrenza e del mercato ha ufficialmente chiesto, come aveva già fatto la Corte dei Conti a dicembre 2019, di avviare le procedure di gara per l’individuazione di una nuova concessionaria» continua D’Arienzo.

«Infatti, poiché non risulta ancora perfezionata la liquidazione dei soci privati dell’attuale compagine della società Autostrada del Brennero S.p.A., la cui presenza, per l’eventuale affidamento della concessione in modalità in house, è in contrasto con il parere rilasciato dalla Commissione europea il 20 novembre 2018, non si può sottoscrivere l’accordo previsto dal Protocollo voluto dall’allora Ministro Delrio (gennaio 2016)».
«Una situazione paradossale che sta danneggiando gli interessi di Verona. Per fortuna che con il mio emendamento è stata decisa la proroga della scadenza dei termini al 29 dicembre 2020».
«Il mio emendamento, però, è stato contrastato dai contrari alla liquidazione dei privati, la Lega innanzitutto per proseguire con il Sindaco di Verona e il presidente della Provincia» accusa il senatore del Partito Democratico.
«Anziché la liquidazione, i contrari proponevano di accordare all’attuale concessionaria Autostrada del Brennero S.p.A. una proroga di 10 anni senza alcuna modifica della compagine societaria al fine di stimolare gli investimenti nel contesto della pandemia da Covid-19. Sembrava un’idea di buon senso, se non fosse stata fatta solo per contrastare la liquidazione dei privati, vero nodo del contendere che sta a cuore ai contrari, altro che Covid!».
«La Commissaria Ue, invece, ha inviato una lettera con la quale chiarisce che “questa proroga darebbe luogo ad un affidamento senza gara incompatibile con la normativa Ue in materia di appalti pubblici e concessioni e, inoltre, un siffatto affidamento senza gara sarebbe incompatibile con le norme Ue in materia di aiuti di stato”. Una chiarezza che fa strame delle tante amenità che sono state dette e che da totalmente ragione alla mia proposta».
«Se il mio emendamento fosse stato approvato, oggi saremmo nella condizione di agire. Invece, abbiamo perso altro tempo prezioso» chiosa D’Arienzo.
Replica il sindaco di Verona Federico Sboarina: «Come sempre il mio commento definitivo lo riservo dopo che avrò letto le carte. Intanto, però, il primo dubbio che mi viene è che forse la Commissione Europea non ha ben capito di cosa stiamo parlando».
«Per i territori attraversati dall’autostrada del Brennero quello che che conta è il traguardo che, per noi sindaci della tratta a sud, significa investimenti e l’avvio del piano di opere pubbliche di cui si parla da tempo. Non credo che questo sia immediatamente raggiungibile attraverso il percorso indicato dalla Commissione. A noi stanno a cuore i nostri territori, chi amministra lo sa, per questo ho fatto la battaglia per la proroga della concessione autostradale perché lo considero il percorso che possa garantire l’obiettivo. E non sono il solo a pensarla così».
«Infatti al senatore Pd D’Arienzo rispondo che ancora una volta dimostra di stare dalla parte dei burocrati e non da quella della gente, oltre al fatto che dentro al suo partito non tutti gli amministratori la pensano come lui. Si informi con gli enti locali attraversati a sud e governati dal Pd, vedrà che la sua posizione centralista non è così condivisa».

Ha replicato di nuovo D’Arienzo: «Ho sempre avuto un dubbio sui loro timori, quelli relativi al fatto che con una nuova concessione per la gestione dell’A22 e la liquidazione dei soci privati, sono a rischio 477 milioni di euro di investimenti della società autostradale previsti nei prossimi dieci anni nel nostro territorio e sulla loro controproposta quella di rinnovare la concessione, scaduta il 30 aprile 2014, per altri dieci anni al fine di avviare le opere infrastrutturale per fronteggiare i problemi del Covid-19. Per due ragioni».
La prima: «è da gennaio 2016 che stiamo lavorando alla soluzione del rinnovo, in accordo con l’Europa, e questa obiezione è emersa soltanto recentemente e, soprattutto, dopo che la Corte dei Conti del trentino, nel giugno del 2019 (tre anni e mezzo dopo l’accordo di gennaio 2026), ha valutato le quote dei privati ad un prezzo non in linea con le loro attese. Lo capisco, ma non può essere questo il metro di giudizio».
La seconda ragione: «era una proposta impossibile. Infatti, come già chiarito a novembre 2018, l’Europa ha ribadito che “questa proroga darebbe luogo ad un affidamento senza gara incompatibile con la normativa Ue in materia di appalti pubblici e concessioni e, inoltre, un siffatto affidamento senza gara sarebbe incompatibile con le norme Ue in materia di aiuti di stato. Insomma, sono le carte a smentire la loro opposizione, compreso il piano finanziario dell’A22».
«Infatti, è quello – dice D’Arienzo – che prevede le opere da fare e quando sarà rinnovata la concessione “in house” è quello che deve essere rispettato, non le previsioni di qualcuno! Entro il 29 dicembre prossimo la questione va risolta e adesso ci sono tutte le condizioni. Sboarina e Scalzotto lavorino all’unica soluzione possibile, il rinnovo “in house”, altrimenti ci sarà una gara e un russo o un cinese si prende una società che funziona e produce iniziative favorevoli al territorio».
«Se poi, la società non sarà in grado di rispettare il piano finanziario, allora ragioneremo in altri termini, considerato che il rinnovo “in house” consentirà la revoca della concessione in maniera molto più agevole» conclude il senatore del Pd.
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