Concessione A22, D’Arienzo contro Lega, Sboarina e Scalzotto

Il senatore Vincenzo D'Arienzo torna a sollevare la questione della concessione autostradale per l'A22. Dopo l'ulteriore proroga al 30 novembre 2020, il tempo ormai sta per scadere.

vincenzo d'arienzo
Vincenzo D'Arienzo. Foto d'archivio.

Il senatore Vincenzo D’Arienzo torna a sollevare la questione della concessione autostradale per l’A22. Il senatore del Pd afferma: «La Presidente Casellati ha dichiarato improponibile la mia proposta di velocizzare le procedure per rinnovare la concessione autostradale Autobrennero. La Lega, il sindaco di Verona e il Presidente della Provincia di Verona sono contro la liquidazione delle quote di capitale detenute dai privati, nodo imprescindibile per risolvere tutti i problemi».

«L’Autorità garante della concorrenza e del mercato ha ufficialmente chiesto, come aveva già fatto la Corte dei Conti a dicembre 2019, di avviare le procedure di gara per l’individuazione di una nuova concessionaria» ricorda D’Arienzo.

«In pratica, poiché non risulta ancora perfezionata la liquidazione dei soci privati dell’attuale compagine della società Autostrada del Brennero S.p.A., la cui presenza, per l’eventuale affidamento della concessione in modalità in house, è in contrasto con il parere rilasciato dalla Commissione europea il 20 novembre 2018, non si può sottoscrivere l’accordo. Una situazione paradossale che sta danneggiando gli interessi di Verona. Per fortuna che il Governo ha deciso di prorogare ancora».

Il termine era stato già prorogato alla fine di settembre, e poi di nuovo al 30 novembre 2020. L’obiettivo, avere più spazio di manovra per le trattative.

La proposta di D’Arienzo

«Per risolvere definitivamente la questione, avevo depositato un emendamento al DL Agosto (art. 94 – Concessione Autobrennero). La mia proposta sbloccava l’empasse e portava a Verona i benefici connessi al rinnovo della concessione. Incredibilmente, la mia proposta è stata dichiarata improponibile per materia dalla presidente Casellati. Una vera assurdità, che fa il gioco dei contrari alla soluzione, ovvero la Lega, Sboarina e Scalzotto che sono contrari alla liquidazione dei privati».

La proposta di D’Arienzo prevedeva l’ulteriore differimento al 31 dicembre 2020 del termine del 30 novembre 2020, per la sottoscrizione degli atti convenzionali di concessione.

Inoltre il senatore intendeva consentire alla Regione Trentino-Alto Adige e agli enti locali della tratta A22 – ai sensi e per gli effetti dell’articolo 2437 sexies del codice civile ed anche in deroga allo statuto – di procedere al riscatto delle azioni possedute dai privati, previa delibera dell’assemblea dei soci, adottata con la maggioranza prevista per le assemblee straordinarie.

«Quello che non capiscono è che in questo modo, l’unica soluzione sarà la gara europea ed il rischio, a quel punto, è che la concessione finisca a soggetti diversi dagli Enti territoriali. Questa è l’ultima chiamata: o la risolviamo nel modo proposto, altrimenti la contrarietà della Commissione Europea sarà insormontabile. Casellati, Lega, Sboarina e Scalzotto se ne assumeranno la responsabilità».

I benefici connessi al rinnovo della concessione, secondo D’Arienzo: «Per noi ci sono 2 miliardi di euro per interventi infrastrutturali: la terza corsia tra Verona e Modena e la terza corsia dinamica Bolzano Sud-Verona, le barriere antirumore, le aree di servizio (Affi e Povegliano) e contributi alle Province per opere esterne all’asse autostradale, ad esempio il finanziamento per la mediana provinciale da Nogarole Rocca a Isola della Scala e io dico di pretendere anche oltre Isola, almeno fino ad Oppeano sulla SS 434».

Secondo questo articolo del giornale “Alto Adige” un’altra questione da affrontare è quella del valore delle quote dei soci privati: «i soci privati rivendicano un valore delle quote da vendere ai soci pubblici che si aggira intorno ai 160 milioni – sottolinea il quotidiano sudtirolese –. La Corte dei Conti ha previsto invece una soglia attorno ai 70 milioni di euro».