Colpi di calore al lavoro, i consigli dello Spisal
Nel corso del mese di giugno 2021, nella provincia di Verona, si sono verificati due infortuni sul lavoro molto gravi (di cui uno mortale) per colpo di calore. Entrambi i lavoratori erano impegnati nella raccolta di prodotti agricoli. Le previsioni meteorologiche di questi giorni e le previsioni dei prossimi – almeno fino a Ferragosto – indicano il ritorno di condizioni di caldo estremo, con la presenza dell’anticiclone africano e temperature anomale che stazionano di media intorno ai 35 gradi.
Tutto questo fa aumentare il rischio di effetti avversi sulla salute dei lavoratori, in particolare quelli impegnati in mansioni all’aria aperta, come gli agricoltori, gli addetti alla raccolta di frutta o verdura nei campi o in serra e gli operai dei cantieri edili e stradali, ma anche quelli esposti a fonti di calore radiante all’interno di acciaierie, fonderie, vetrerie e altri luoghi con già alte temperature.
Il Servizio Prevenzione Igiene Sicurezza Ambienti di Lavoro dell’Azienda ULSS 9 Scaligera invita a consultare l’utile sezione pubblicata sul sito rivolta proprio ai lavoratori e ai datori di lavoro, con consigli e indicazioni per prevenire i colpi di calore.
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Per evitare tale rischio, secondo il Testo Unico sulla Salute e Sicurezza dei Lavoratori, il datore di lavoro è tenuto a: programmare le mansioni con maggior fatica fisica in orari con temperature più favorevoli, preferendo l’orario mattutino e preserale; garantire la disponibilità di acqua nei luoghi di lavoro, che devono essere regolarmente riforniti di bevande idro-saline e acqua; mettere a disposizione mezzi di protezione individuali quali un cappello a tesa larga e circolare, e abiti leggeri di colore chiaro e in tessuto traspirante; oltre a prevedere pause durante il turno lavorativo in un luogo il più possibile fresco o comunque in aree ombreggiate.
È inoltre importante che il datore di lavoro, nell’affidare i compiti ai lavoratori, tenga conto delle loro capacità e condizioni in rapporto alla salute, al fine di limitare o escludere l’esposizione ad alte temperature per quei lavoratori che risultano affetti da patologie quali pressione arteriosa elevata, obesità, disturbi cardiaci e renali.
I segnali di allarme indicativi di un colpo di calore sono spossatezza, crampi muscolari, senso di nausea e vomito, vertigini, convulsioni e stato confusionale fino alla perdita di coscienza.
In caso di malessere, è bene chiamare subito il 118 e un incaricato di primo soccorso. La persona va fatta sdraiare all’ombra e al fresco, slacciando o togliendo gli abiti da lavoro. Bisogna poi ventilare il lavoratore, effettuare spugnature con acqua fresca su fronte e nuca e fargli bere acqua o soluzione salina ogni 15 minuti a piccole quantità. Sul sito dello Spisal sono disponibili ulteriori consigli e informazioni, con link utili e documentazione scaricabile.
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