Collettore del Garda, nuova riunione scaligera dopo il dietrofront di Brescia

Ato, Ags, amministratori locali e politici fanno fronte compatto dopo il nuovo rallentamento al progetto da parte bresciana. E si punta sul Recovery Fund. L'11 gennaio si è svolto un incontro moderato dal direttore del Consiglio di Bacino dell'ATO Veronese Luciano Franchini, sulla realizzazione delle opere di collettamento e la depurazione del Lago di Garda.

Ieri, 11 gennaio, si è tenuto un nuovo incontro tra Ato, Ags, amministratori locali e politici per parlare della realizzazione del collettore, in particolare per per definire una posizione comune nei confronti della Provincia di Brescia, la quale ha approvato una mozione che, di fatto, costituisce una ulteriore battuta d’arresto nel processo decisionale di scelta della configurazione finale per il collettamento dei reflui fognari urbani della sponda bresciana del lago di Garda. Nuova battuta d’arresto che arriva mentre, nella parte veronese, si sta mettendo in gara le opere del primo stralcio, che avverrà tra gennaio e febbraio.

Presenti, oltre a Franchini, anche il presidente dell’ATO Bruno Fanton, i vertici di Ags (Angelo Cresco – Presidente; Carlo Alberto Voi – Direttore, Michele Cimolini, Luca Mignolli, Alberto Cordioli, Umberto Chincarini – consigliere CdA), il Comitato istituzionale dell’ATO Veronese (composto dal presidente Fanton, Stefano Bianchini – Comune di Verona, Denise Zoppi– Comune di Belfiore), gli amministratori locali della sponda veronese del Lago di Garda (Malcesine– assessore Marcello Chincarini, Brenzone sul Garda – sindaco Davide Benedetti; Torri del Benaco – sindaco Stefano Nicotra; Garda – sindaco, nonché deputato, Davide Bendinelli; Bardolino – sindaco Lauro Sabaini; Castelnuovo – sindaco Giovanni Dal Cero; Peschiera – sindaco Orietta Gaiulli con l’assessore Filippo Gavazzoni), i consiglieri regionali Marco Andreoli e Alberto Bozza, la Vice presidente della giunta regionale del Veneto Elisa De Berti, l’assessore all’Ambiente Gianpaolo Bottacin, assessore all’Ambiente, Fabio Strazzabosco – Funzionario regionale – Direttore Servizio idrico integrato e tutela delle acque), i deputati Alessia Rotta (presidente della commissione Ambiente), Vania Valbusa e Diego Zardini.

«La salvaguardia ambientale del lago di Garda richiede la massima attenzione da parte di tutte le amministrazioni locali», si legge nel documento finale sottoscritto dai partecipanti dopo l’incontro «in relazione alla necessità di garantire alle generazioni future il diritto di godere di un patrimonio ambientale il più possibile inalterato, sia in ordine agli aspetti di salute pubblica, legati all’utilizzo potabile dell’acqua del lago, sia in ordine agli aspetti di natura economica, connessi con la naturale vocazione turistica dell’industria locale».

Gli amministratori concordano che «le procedure decisionali degli organi collegiali chiamati per legge alla pianificazione e alla realizzazione degli interventi di riqualificazione del sistema di raccolta delle acque reflue siano improntate, oltre che alla massima trasparenza, anche all’efficacia e alla tempestività dell’azione amministrativa, in quanto il tempo trascorso e i tempi necessari per la realizzazione delle opere individuate non rendano vano l’impegno fino ad oggi profuso».

Gli amministratori esprimono una forte la preoccupazione «sulla celerità dei processi decisionali delle amministrazioni della sponda bresciana, ulteriormente rallentata dalla mozione recentemente approvata dal Consiglio Provinciale di Brescia», e si esprimono contrari «alla rimessa in discussione dello schema generale concordato in sede di sottoscrizione della Convenzione operativa finalizzata alla realizzazione delle nuove opere per il collettamento e la depurazione del Lago di Garda, tra il Ministero dell’Ambiente, la Regione Lombardia, la Regione del Veneto, l’Ufficio d’Ambito di Brescia, il Consiglio di bacino Veronese e l’A.T.S. Garda ambiente, sottoscritta in Roma in data 20 dicembre 2017».

Il presidente del Consiglio di Bacino Veronese Bruno Fanton sottolinea: «Temiamo che questa inerzia possa portare a conseguenze gravi non solo per il nostro lago, ma anche per il territorio, inteso come impatto negativo sull’economia, sul turismo e sulle attività correlate. La rottura di una condotta sarebbe un disastro ambientale, che inevitabilmente graverebbe sull’intero territorio. L’auspicio è che tutti insieme possiamo sbloccare questa situazione e portarla all’approdo dell’inizio dei lavori. Io sono convinto che la collaborazione di tutti, amministratori locali e forze politiche che hanno a cuore l’interesse del nostro lago (sentimenti di cui comincio a dubitare che la parte bresciana abbia), ci porti a iniziare questa importante opera».

Il presidente di Azienda Gardesana Servizi Angelo Cresco dichiara: «I sindaci dei Comuni che fanno capo ad AGS esprimono grande stupore e forte preoccupazione per le conseguenze che la scelta della Provincia di Brescia comporterà. In primis l’ulteriore e preoccupante ritardo nel processo di approvazione del progetto definitivo ed esecutivo della sponda bresciana, con conseguente disallineamento rispetto al cronoprogramma condiviso con ATO Veronese e Ministero dell’Ambiente per la realizzazione delle nuove opere e la dismissione delle attuali condotte sublacuali. Ricordo che l’ipotesi di progetto per il nuovo collettore è stata condivisa fin dal 2013, tra i Comuni delle sponda veronese e bresciana del Garda. E chiarisco che è impensabile un potenziamento, e tantomeno il raddoppio, del depuratore di Peschiera come sostengono strumentalmente alcuni sindaci bresciani. Oggi mandiamo un segnale forte e chiaro che non ci sono alternative alle soluzioni progettuali già approvate dal Ministero dell’Ambiente. Nel rispetto della road map, AGS avvierà a breve i primi cantieri perché il vero rischio sono le condotte sublacuali che vanno tolte al più presto dal lago. Rappresentano una bomba ecologica pericolosissima per il nostro territorio, per il turismo e per l’intera economia del Garda: ulteriori ritardi non sono più ammissibili».

Il direttore di Azienda Gardesana Servizi Carlo Alberto Voi dichiara: «Sotto l’aspetto più tecnico-procedurale, questa inaspettata e, per certi versi, inspiegabile ulteriore ipotesi progettuale può rappresentare un pericoloso ostacolo per il rispetto della tempistica a suo tempo condivisa non solo dai due Consigli di Bacino (veronese e bresciano) ma anche e soprattutto dal MATM. Il mancato rispetto  della tempistica, come conseguenza, vedrebbe vanificato lo sforzo profuso da AGS spa non solo per l’elaborazione del progetto definitivo ed esecutivo del nuovo collettore della sponda veronese, ma anche la stessa realizzazione delle opere che già dai prossimi mesi saranno ‘cantierizzate’,  una volta ultimate, sarebbero rese inutili in assenza della dismissione delle condotte sub-lacuali che attualmente trasferiscono i reflui dalla sponda bresciana a quella veronese che, va ricordato, rappresentano l’elemento a più forte impatto ambientale sulla base del quale ha trovato fondamento il finanziamento a fondo perduto già stabilito dal Ministero (100 milioni di euro). AGS spa continuerà, in ogni caso, a svolgere il proprio compito affinché gli impegni presi nei confronti del Ministero, della Regione Veneto e del Consiglio di Bacino siano rispettati sia sotto il profilo temporale che progettuale-realizzativo».

Il presidente della Provincia di Verona Manuel Scalzotto ha confermato la propria adesione: «Sono a disposizione per sottoscrivere l’ordine del giorno che condivido e ritengo essere un’operazione importante per sbloccare l’opera, che è utile non solo sotto il profilo ambientale, ma anche economico in generale. L’acqua non riconosce i confini provinciali o quelli regionali: preservare il lago non è dunque un interesse di parte, ma un interesse di tutti».

Elisa De Berti, vice presidente giunta Regione Veneto «La riunione è stata positiva, ed è stata condivisa la volontà di portare a conclusione questo progetto strategico per il territorio. Al di là dell’appartenenza politica di ognuno di noi c’è una condivisone totale dell’obiettivo. Certo, ci sono delle difficoltà che interessano Brescia, quindi al di fuori della giurisdizione della Regione del Veneto, ma tutti ci siamo messi a disposizione per risolvere questo impasse in cui è caduta la Provincia di Brescia. Il collettore resta un’opera strategica per tutto il Lago di Garda, per l’ambiente e per il turismo sia veneto che lombardo. Auspico che la soluzione a questa situazione possa emergere velocemente».

Onorevole Alessia Rotta, presidente della commissione Ambiente della Camera dei deputati: «Dobbiamo chiarire che il depuratore per il Lago di Garda non è il problema, ma la soluzione, visto che gli studi lo dimostrano. E su questo dobbiamo essere fermi e chiari: la tabella di marcia di Ags è un punto a favore per il Lago, e aggiungo che c’è un tema importante attuale, il Recovery Fund. Non possiamo perdere questa opportunità: l’atteggiamento bresciano non può impedire questo percorso. Sono certa che il Ministero voglia andare avanti sul progetto e che non si voglia e possa perdere tempo con dilazioni che hanno solo un nome: sindrome NIMBY, vale a dire ‘non nel mio giardino’». Onorevole Vania Valbusa, camera dei deputati (LN) dichiara: «La qualità della crescita del nostro territorio passa anche attraverso la salvaguardia dell’ambiente; sono nettamente contraria quindi ad uno stop o rivalutazione del progetto voluto dalla sponda bresciana. Mi attiverò sicuramente nelle prossime settimane per un incontro con il nuovo assessore allo sviluppo economico di Regione Lombardia, perché il collettore è una infrastruttura strategica e fondamentale per il futuro economico ed ambientale del nostro territorio che oggi presenta delle forti criticità che devono essere risolte attraverso il suo rifacimento».