Citrobacter a Borgo Trento, le precisazioni dell’Azienda Ospedaliera
Continua il dibattito sul tema citrobacter, il “batterio killer” che ha sconvolto la terapia intensiva neonatale dell’Ospedale della Donna e del Bambino di Borgo Trento.
Negli scorsi giorni il tema è tornato in primo piano con l’esposto in Procura dei genitori, padovani, di una bimba colpita dal batterio. L’Aoui di Verona ha rilasciato oggi delle precisazioni.
«In relazione a notizie pubblicate su alcuni organi di stampa, la Direzione dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona informa – per opportuna conoscenza – che i decessi correlati alla vicenda Citrobacter Ospedale Donna e Bambino di Borgo Trento sono quattro mentre gli infetti con esiti sono tre» è la precisazione diffusa dall’Azienda ospedaliera universitaria integrata di Verona.
«I pazienti colonizzati (cioè che non hanno avuto né infezioni né esiti di malattia, pur sussistendo la presenza del batterio) ad oggi risultano essere ancora 14, seguiti puntualmente dal personale aziendale. Ogni altro dato riportato negli articoli risulta errato e/o superato».
Il dottor Pierantonio Santuz dell’ U.O.C. Pediatria ad Indirizzo Critico aggiunge: «Ad oggi, 30 settembre 2020, i “nove neonati con malattia invasiva correlata al Citrobacter” indicati nella Relazione della Commissione Ispettiva Regionale sono così suddivisi: quattro decessi, tre pazienti con esiti di infezione di malattia di varia entità, due guariti senza esiti di malattia. Infine, i pazienti colonizzati (cioè che non hanno avuto né infezioni né esiti di malattia, pur sussistendo la presenza del batterio) ad oggi risultano essere ancora 14, seguiti puntualmente dal personale aziendale».
Ieri l’Azienda ospedaliera aveva diffuso su Facebook un video, con cui il professor Massimo Franchi, direttore del Dipartimento assistenziale materno infantile dell’Aoui di Verona, rassicurava la cittadinanza e le partorienti sulla sicurezza della struttura.
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