Ci serve lo sguardo di Leonardo per arrivare ad Expo Dubai 2020

Chi meglio di Leonardo da Vinci, simbolo dell’imprenditorialità e del genio italiano nel mondo, può essere l’ambasciatore della creatività e dell’innovazione del Belpaese? È partito da questa consapevolezza il tavolo di lavoro di Verona Network con un workshop che ieri, in Villa Arvedi, ad un anno esatto dall’anniversario della morte della poliedrica figura rinascimentale, ha chiamato a raccolta i rappresentanti del Ministero dello Sviluppo Economico e i protagonisti nostrani dell’innovazione e dell’impresa per gettare i semi di quel dialogo internazionale che potrebbe trovare concreto sviluppo grazie alla vetrina emiratina.

Il 2 maggio 2019 sancirà i 500 anni dalla scomparsa di Leonardo da Vinci, proprio ad un anno esatto dalla ricorrenza è stato presentato ieri, a Villa Arvedi, in anteprima mondiale, Celebrando Leonardo 2019, il primo grande progetto, tutto italiano, che promette di riscoprire la figura del genio e fare sintesi del suo spirito versatile e innovativo ad Expo Dubai 2020, una vetrina internazionale irrinunciabile per il nostro Paese e per tutta la sua galassia imprenditoriale, PMI comprese. Per celebrare l’anniversario, l’Associazione Culturale Mani d’Oro, in collaborazione con l’Associazione Verona Network, ha illustrato le attività e la kermesse diffusa che prenderà avvio nell’anno del 500esimo con eventi e installazioni dedicate alla poliedrica figura di Leonardo nelle principali piazze del mondo. Ricorrenza che si lega perfettamente, per intenti e per spirito, ad un altro appuntamento: quello, appunto, dell’esposizione universale negli Emirati Arabi e al suo tema Connecting Minds, Creating the Future (collegare le menti, creare il futuro). Su questo aspetto, nel primo pomeriggio, si è focalizzato il tavolo di lavoro promosso dall’Associazione Verona Network con un workshop che ha chiamato a raccolta i rappresentanti del Ministero dello Sviluppo Economico e i protagonisti nostrani dell’innovazione e dell’impresa. L’evento, patrocinato dalla Regione Veneto e dalla Camera di Commercio di Verona e indirizzato al mondo dell’impresa, ha chiarito le opportunità di un mercato sfidante come quello emiratino e ha delineato le potenzialità dell’esposizione che si terrà tra il 20 ottobre 2020 e il 10 aprile 2021.

Al convegno sono intervenuti Tiziana Vecchio (Ministero dello Sviluppo Economico), in collegamento da Dubai Gianpaolo Bruno (direttore ICE per Dubai 2020) e Antonio Varvaro (Eurolegal di Dubai). L’assessore regionale alla Sanità Luca Coletto ha portato i saluti del presidente Luca Zaia mentre l’avvocato Paolo Sebastianuti ha illustrato le opportunità di un mercato in ascesa, quello della regione cinese di Whuan. Non è mancata l’innovazione nata all’ombra dell’Arena con alcune emblematiche voci scaligere come Antonello Vedovato, direttore di 311 Verona, Davide Cobelli di BestRank, Riccardo Bertagnoli di FabLab Verona e Alessandro Lanteri, tra i promotori ad Expo 2015 di Milano della sinergia tra Isola della Scala e la Sierra Leone nel Cluster del riso. Il futuro si nutre certamente di idee ma queste per non rimanere embrioni devono essere finanziate: a delineare gli scenari prossimi del mondo del credito territoriale Paolo Gesa, direttore Business della Banca Valsabbina.

Nella seconda parte dell’appuntamento in Villa Arvedi è stato svelato il progetto Celebrando Leonardo 2019 e con esso le iniziative e i programmi per portare il “made in Italy” nel mondo sulla scia della figura di Leonardo, con la presentazione dei tre principali emblemi la “Coppa Enogral”, de “Il piatto del tempo” e de “La campana Leonardesca”. Tra gli ospiti intervenuti per omaggiare il genio italico anche Horatio Pagani della Pagani Automobili con un esemplare della prestigiosa Pagani Huayra, creata grazie all’ispirazione leonardesca. Tanti gli appassionati e gli studiosi del Da Vinci che sono accorsi alla kermesse. Da Roma è persino arrivato Leonardo La Rosa direttore del Museo didattico privato Leonardo Da Vinci Experience. Presente anche Mario Pozza, presidente di Unioncamere Veneto.

Di seguito le dichiarazioni dei relatori:

Tiziana Vecchio, (Direzione generale per le politiche internazionalizzazione e la promozione degli scambi del Ministero dello Sviluppo Economico)

«Expo Milano 2015 è stato un enorme successo che vogliamo bissare con il padiglione italiano a Dubai che, peraltro, grazie all’accordo stipulato con il Paese, sarà un “Large Pavilion”. Siamo già al lavoro per la progettazione esecutiva dell’area che ospiterà l’eccellenza italiana con la moda , l’enogastronomia e, ovviamente, la tecnologia. Nella legge di Bilancio 2018 c’è un capitolo di 3 milioni dedicato proprio alla partecipazione all’Esposizione del 2020. Le PMI potranno giocare un ruolo da protagoniste in questa vetrina unica e il supporto pubblico non mancherà».

Gianpaolo Bruno (direttore ICE per Dubai 2020)

«La figura di Leonardo è un ponte ideale tra il nostro contesto scientifico a quello che si appresta a fare Dubai nel 2020. Da quella del 1851 in poi tutte le esposizioni di questo tipo sono state delle pietre miliari nella storia dell’uomo e hanno segnato l’apparizione di importanti scoperte. Expo Dubai sarà la vetrina per il nostro tessuto imprenditoriale ma può essere anche una porta per il mercato cinese. Il mercato emiratino, va detto, non è un Eldorado perché è difficilmente aggredibile da remoto; solo l’impresa che lo affronta con una visione di medio lungo periodo può vedere dei risultati. Certo è che molto si sta muovendo in vista dell’esposizione del 2020. I settori dove si può trovare spazio sono quelli relativi alle costruzioni e all’ambito dell’ospitalità: sono attesi, infatti, 25 milioni di visitatori di cui 70 per cento espositori stranieri»

Antonio Varvaro (Eurolegal di Dubai)

«Iniziare un business negli Emirati non è facile e neppure scontato. Non si tratta di un mercato semplice anche dal punto di vista del diritto commerciale che è ritagliato sulla Sharia con delle nuances di Common Law. Un’altra criticità è costituita dal fatto che tutta il capitolo contrattualistico deve essere stipulato in arabo. Un presidio in loco è fondamentale per gestire un business nel contesto emiratino».

Luca Coletto (Assessore regionale alla Sanità)

«I veneti sono un popolo laborioso che ha sempre guardato avanti. L’ambito economico va di pari passo con quello dell’innovazione: il confronto a livello internazionale è imprescindibile. La recente manifestazione di Innovabiomed è un esempio di come la nostra Regione e la città di Verona stiano puntando sul futuro, innovando in maniera propositiva e edificando, mattone dopo mattone, un distretto industriale intelligente. C’è però un campanello d’allarme che si fa sempre più sentire: quello della fuga dei cervelli. Ben vengano iniziative come queste che puntano a rinvigorire, anche grazie alla forte ispirazione di Leonardo, la nostra eccellenza».

Alberto Vincenzo Vaccari, Responsabile progetto “Celebrando Leonardo 2019”

«Leonardo è l’uomo italiano di tutti i tempi più conosciuto al mondo, un uomo senza patria, senza stato. Solo facendo proprio il suo sguardo c’è speranza di reiventarsi. Con questo ambizioso progetto puntiamo a rendere omaggio a 500 anni di sogni leonardeschi».

Paolo Sebastianuti, avvocato socio di uno studio legale internazionale

«Dubai potrebbe aprire molte porte tra cui anche quella verso la regione cinese Wuhan che ospita l’aeroporto più grande della Cina centrale e il secondo porto più importante. Wuhan è anche il quarto centro finanziario della Cina. C’è tanto potenziale per il tessuto imprenditoriale italiano soprattutto per il comparto dell’alta tecnologia dell’ottica, dell’intelligenza artificiale ma anche per l’eccellenza del Made in Italy che in una zona così in ascesa fa brillare gli occhi alla nuova borghesia di Wuhan».

Antonello Vedovato, Direttore 311 Verona

«Leonardo è un uomo che ha costruito l’innovazione, osservando la natura in modo sperimentale, “compromettendosi”con essa. In uno scenario come quello attuale in cui le tecnologie sono esponenziali e i mercati internazionali è necessario puntare su un contesto di tipo fiduciario che costruisca delle relazioni centrate sulla fiducia: solo così le nostre esperienze potranno diventare competenze. Cosa dobbiamo imitare di Leonardo? Cerchiamo, come lui, di non avere paura della fatica».

Paolo Gesa, Direttore Business Banca Valsabbina

«C’è qualche incertezza ma il panorama è ancora favorevole. L’anno scorso sono stati decisi gli investimenti delle aziende, trainati anche dall’Industria 4.0. Per trovare i mecenati di domani, le imprese dovranno aprirsi al mercato. Perché andare sul mercato vuol dire intercettare i capitali di tutto il mondo. Si tratta di una sfida anche per le PMI. Chi non ha i numeri per andare sul mercato deve fare uno sforzo e uscire dalla logica del rating. Noi dal canto nostro nel 2017, abbiamo stanziato un planfond di 20 milioni per investimenti nell’innovazione e l’abbiamo rinnovato anche per il 2018 dedicando anche alla voce della formazione del personale. Nel primo trimestre abbiamo stanziato 150 milioni in nuovi finanziamenti, quasi 600 milioni quelli totali l’anno scorso».

 

 

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.