Chiama il 113 a causa delle allucinazioni: la Polizia lo trova con armi illegali

In preda ad allucinazioni da astinenza alcoolica crede di vedere intrusi in cortile e chiama la Polizia. La moglie consegna agli agenti pugnali, katane e una granata detenuti illegalmente.

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Si sono trovati davanti ad un’intera collezione di armi detenute illegalmente gli agenti delle Volanti accorsi mercoledì notte presso un’abitazione di via XXVIII gennaio, a Verona (vicino a Stradone Santa Lucia). L’uomo che aveva chiamato i soccorsi, denunciando un’intrusione, era in realtà in preda ad allucinazioni.

La chiamata

La richiesta di intervento è pervenuta, intorno alle 4, alla Centrale Operativa della Questura da parte di un uomo che segnalava la presenza di tre individui intenti ad introdursi all’interno della sua abitazione e di aver notato, contestualmente, una bambina legata all’interno del cortile condominiale.

In prossimità del luogo segnalato, i poliziotti sono stati avvicinati da una donna particolarmente agitata che raccontava di essersi rifugiata all’interno della propria auto insieme al figlio minore a seguito di comportamenti deliranti del marito, in preda a probabile squilibrio dovuto da astinenza da alcolici.

La stessa precisava che quest’ultimo era stato da poco dimesso dall’ospedale per cure connesse alla dipendenza dall’alcool e che, sin dalla prima serata, aveva manifestato segni di instabilità, pronunciando frasi sconnesse e prive di senso.

Lo stato confusionale lo aveva portato ad immaginare la presenza di possibili ladri in casa e di una bambina legata nel cortile, spingendolo addirittura a contattare il 113. Nel medesimo frangente, l’uomo, temendo per l’incolumità della propria famiglia, aveva deciso di “affrontare” il pericolo impugnando un fucile da soft-air sul balcone della propria abitazione, al fine di colpire gli individui che si erano, nella sua immaginazione, introdotti nella corte condominiale.

Il timore della moglie

Non riuscendo a tranquillizzare il marito, la moglie ha quindi deciso di rifugiarsi in strada, all’interno della propria auto, insieme al figlio minore, in attesa dell’arrivo della Polizia.

Mentre la donna raccontava l’accaduto ai poliziotti, giungeva in strada anche il coniuge il quale, in evidente stato confusionale, dichiarava di aver contattato il 113, ripetendo svariate volte, e in modo sconnesso, quanto accaduto.

La scoperta delle armi

All’arrivo del personale sanitario contattato dagli agenti, la donna ha spontaneamente consegnato, oltre ad alcune armi soft-air, una granata ed una serie di coltelli, pugnali e katane detenuti dal coniuge che, da successivi accertamenti, sono risultati non essere mai stati denunciati all’autorità competente.

L’uomo è stato, in seguito, dimesso dal pronto soccorso con la diagnosi di “allucinazioni da astinenza alcoolica” e denunciato dalla polizia per i reati di omessa denuncia di armi e di detenzione di una bomba tipo “granata”.

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