Central Park, i dubbi delle opposizioni
La firma dell’accordo per la tratta dell’alta velocità ferroviaria Verona-Vicenza è stata occasione per il sindaco di Verona Federico Sboarina di rilanciare il progetto del “Central Park”. «Legate all’Alta Velocità ci sono infatti altre questioni di rilievo, tra cui la nuova stazione ferroviaria e la riqualificazione dell’area urbana dell’ex Scalo Merci» ha detto il primo cittadino.
«Il masterplan è in via definizione, tra pochi giorni – ha aggiunto – si potrà vedere l’importante lavoro fatto in poco più di un anno con il Gruppo Ferrovie dello Stato per trasformare questa zona della città nel più grande parco urbano d’Europa. Siamo riusciti a rispettare le tempistiche che ci eravamo dati, nonostante l’emergenza Covid, quello dell’ex Scalo merci è uno dei progetti fondamentali e qualificanti per il futuro di Verona, su cui ora andremo ancora più spediti».
Critici gli esponenti delle opposizioni cittadine Federico Benini del Pd e Michele Bertucco di Verona e Sinistra in Comune.

«In campagna elettorale del 2017 aveva presentato un rendering (in realtà scopiazzato dalla proposta dei comitati cittadini) a dimostrazione che il central park, da realizzare sul 100% della superficie dell’ex scalo merci, era cosa praticamente già fatta» dice Benini. «A più di 3 anni di distanza, però, constatiamo che sono seguite soltanto chiacchiere, e un impegno a definire un mero progetto di massima. Sboarina lancia l’ennesimo annuncio: “ancora pochi giorni per definire il progetto” dice. Ma si tratta dell’ennesima promessa al vento».be
«La smobilitazione dello scalo merci di Porta Nuova è un’operazione complessa, incompatibile, per tempi e modalità, con gli impegni presi dal Sindaco con gli elettori che finora sono stati soltanto presi in giro. Un quota notevole della grande superficie, probabilmente il 50%, come prevedeva il precedente accordo tra Rfi e Comune di Verona, sarà infatti utilizzata dalle Ferrovie per finanziare lo spostamento dello scalo stesso» aggiunge Benini.
Si concentra sui passaggi procedurali Michele Bertucco: «Il 5 luglio 2019 con delibera di giunta veniva sottoscritto un protocollo d’intesa tra Comune, Regione e Ferrovie per la riconversione a “parco urbano” dell’ex scalo merci (limitatamente alle aree non interessate dal progetto di Alta Velocità/ Alta Capacità) e per la creazione di una “nuova” e non meglio precisata “polarità urbana».
«Ora siamo in agosto 2020, i termini per la costituzione del tavolo tecnico (15 giorni) e per l’elaborazione della proposta (12 mesi) sono abbondantemente spirati, ma non si è ancora visto nulla».

«Che cosa dobbiamo aspettarci, se mai verrà formulata una proposta? In primo luogo, il protocollo d’intesa – continua Bertucco – chiarisce che la superficie da destinare a verde sarà la metà di quella totale. Secondo, la parte verde del central park sarà “luogo fisico di atterraggio degli interventi di valorizzazione di iniziativa privata che necessitino, nell’ambito del Comune di Verona, del reperimento degli standard urbanistici a verde”. Vale a dire che gli standard urbanistici maturati in interventi edilizi vari in giro per la città verranno trasferiti allo scalo merci per rinverdire la superficie destinata a parco. È evidente che il bilancio ecologico resterà negativo su scala comunale».
«Non da ultimo, la nuova polarità urbana sarà costituita da “un mix di funzioni tra le quali, a titolo esemplificativo, strutture a carattere turistico-ricettivo e attrezzature di interesse collettivo e sportivo”. Cosa ben diversa da quanto ha fatto credere finora il Sindaco».
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