Cementificazioni a Verona, Brusco (M5S): «Record vergognoso»

«Verona è la provincia veneta più cementificata: un disastro vergognoso dietro a cui si celano le ipocrisie di Zaia. Fermando questa cementificazione indiscriminata non si toglie lavoro: il recupero di aree dismesse, di capannoni abbandonati, la riqualificazione portano a migliaia di posti di lavoro. Si tratta solo di avere lungimiranza» le parole del consigliere regionale Manuel Brusco.

Foto dal profilo Twitter.

«I dati sulla cementificazione ci annunciano che Zaia e il Veneto si preparano a vincere per il terzo anno di fila il premio “betoniera d’oro”  e che Verona ne è protagonista. Dietro a questo disastro vergognoso, ci sono una serie di ipocrisia che i cittadini devono conoscere, perche’ ancora una volta ci si trova ad avere a che fare  con provvedimenti importanti sulla carta ma resi inutili dalla pretica».

«Ad esempio, il Consiglio Regionale ha approvato in questa legislatura una legge per il contenimento del consumo di suolo. Una legge con dei bei principi ma che viene scavalcata da altri atti normativi come i piani d’area, i piani strategici regionali, che i rendono  comunque possibile colare migliaia di metri cubi di cemento sul nostro territorio. Nel veronese è il Piano d’Area Quadrante Europa che ha permesso la realizzazione di un mega polo logistico, ad Oppeano a Nogarole Rocca il mega polo di Zalando. Va poi detto che è inutile dire che da oggi in poi non verrà autorizzato più un metro quadro di nuova superficie quando esistono gia’  centinaia di aree autorizzate e pronte a partire, fermate per ora solo dalla crisi economica».

«Noi del m5s da sempre denunciamo questa gestione folle del territorio. E non ci si venga a dire che fermando la cementificazione indiscriminata si toglie lavoro: il recupero di aree dismesse, di capannoni abbandonati, la riqualificazione portano a migliaia di posti di lavoro. Si tratta solo di avere lungimiranza, cioè quello che la Lega non ha avuto in questi 25 anni di governo del Veneto».

«Delle conseguenze ci accorgiamo bene quando basta una pioggia forte per allagare centri abitati e aree industriali, che sorgono su terreni che ormai non drenano piu’, tanto sono devastati del cemento».