Caso Siri: ancora scontri tra M5S e Lega

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Si è svolto stamattina in un ufficio distaccato della Procura di Roma l’interrogatorio dell’imprenditore Paolo Arata, indagato per corruzione assieme al sottosegretario Armando Siri. Arata è accusato di avere “promesso o dato” 30mila euro a Siri in cambio di una sua “sponsorizzazione” per l’inserimento di emendamenti per incentivi per il cosiddetto mini-eolico. E nel frattempo non accenna a placarsi lo scontro sul sottosegretario ai trasporti e sulle sue eventuali dimissioni.

Il M5s continua a chiedere le dimissioni di Armando Siri, mentre il leader del Carroccio, Matteo Salvini, dice che ci sono «chiacchiere telefoniche con terze persone che coinvolgono altre persone, chiedo qualcosa in più. Se c’è la prova di colpevolezza, tanti saluti a prescindere dal colore politico. Però la colpa va dimostrata. Non mi appassiona questo dibattito, parlo di vita vera», ha aggiunto Salvini parlando della possibile conta nel Cdm di domani.

«Oggi dai giornali emergono nuovi particolari sull’inchiesta del sottosegretario della Lega Armando Siri –  ha scritto su Facebook Luigi Di Maio – Secondo il Corriere della Sera si sarebbe anche rifiutato di rispondere alle domande dei giudici e avrebbe depositato solo una memoria spontanea. Non capirò mai perché la Lega in queste settimane abbia continuato a difendere Siri invece di fargli fare un passo indietro. Oggi è l’ultimo giorno utile perché Salvini comprenda l’importanza di questa vicenda. Mi auguro faccia la cosa giusta».

Per il premier Giuseppe Conte, invece, «la situazione è molto chiara, il mio percorso è stato sempre molto lineare. Non è stata una decisione che ho preso a cuor leggero. Vedrete che domani ci sarà un Cdm che si svolgerà molto serenamente».

«Oggi ultimo giorno utile per una soluzione del caso Siri prima del consiglio dei ministri? Sono arrivato a Roma stamattina – ha detto il sottosegretario Giancarlo Giorgetti -, credo che ci vedremo anche con Salvini, sarà lui a prendere la decisione definitiva. L’interesse è che il governo vada avanti», prosegue al termine di una conference call al Coni con le federazioni invernali internazionali sulla candidatura di Milano-Cortina ai Giochi Olimpici Invernali del 2026. (Ansa)