Case di riposo, Bozza: «Dati impietosi». Bigon: «Necessari investimenti e una riforma»

Oggi all'Hotel San Marco di Verona il convegno in cui i sindacati Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil presentano le proposte unitarie sul tema della non autosufficienza.

Alberto Bozza, Anna Maria Bigon
Alberto Bozza (Forza Italia) e Anna Maria Bigon (PD), consiglieri regionali del Veneto

«I dati diffusi dalle organizzazioni sindacali sulle case di riposo nel veronese, con ben 1.700 persone in lista d’attesa e tassi di invecchiamento della popolazione che sono i più alti a livello regionale, confermano un allarme che già avevamo lanciato alla Giunta regionale chiedendo risorse cospicue in sede di bilancio». Il giudizio è della consigliera regionale del Partito Democratico Veneto, Anna Maria Bigon.

«La nuova programmazione non copre il fabbisogno perché tarata sul 2021, quando la lista d’attesa era a quota 579. Ora, oltre al boom di domanda, c’è l’aggravante che molti posti letto non verranno attivati per mancanza di personale. I 100 milioni che abbiamo chiesto a bilancio per le Rsa erano proprio dovuti a questo scenario».

L’esponente democratica sottolinea inoltre che «la riforma del settore, attesa da anni, non è un dettaglio secondario. Anzi, è la via maestra per riadeguare tutto il sistema alle nuove necessità e all’evoluzione di un quadro dove, ad esempio, si assiste ad un accesso nelle strutture sempre più avanzato nel tempo, e dunque con casi sempre più numerosi di non autosufficienza e cronicità. Questo implica un rafforzamento del monte ore di assistenza e ovviamente in termini di personale, anche specialistico».

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Bozza: «I dati sono impietosi»

A farle eco è il consigliere regionale di Forza Italia Alberto Bozza, che afferma: «I dati sono impietosi. E confermano che negli ultimi dieci anni probabilmente è mancata una certa attenzione a tutti i livelli, quello statale, ma anche nelle politiche socio-sanitarie regionali. Invece è più che mai necessario e urgente un grande piano d’investimento, sia per consentire lo scorrimento delle graduatorie dei posti letto nelle Rsa, che il rafforzamento degli organici, in particolare degli Oss; occorre anche potenziare l’assistenza domiciliare e diurna per le non autosufficienze meno gravi. La popolazione è destinata a invecchiare e, se non si agisce, il trend attuale, già di per sé drammatico, è destinato a peggiorare. Il tema dirimente sono le risorse pubbliche da immettere nel sistema».

A questo proposito, sostiene Bozza, «la Regione su basi oggettive dimostrabili può intervenire anche nei confronti del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, segnalando la necessità di adeguare il Piano Nazionale per la Non Autosufficienza. Il problema riguarda innanzitutto l’assistenza agli anziani, quindi la loro salute e dignità, ma anche la vita delle loro famiglie, che devono sopperire con sacrifici sia economici che di ordine sociale ed esistenziale alle carenze del sistema».

Capitolo a parte merita il tema del costo delle rette delle case di riposo, non coperte dal livello economico delle pensioni degli ospiti anziani: Bozza ricorda «gli sforzi delle strutture per calmierarle o comunque non aumentarle, ma le stesse Rsa sono alle prese con l’aggravio degli oneri sui loro bilanci. Sia a livello statale che regionale occorre in primis aiutare le Rsa a ridurre questi costi. Io in Regione ho fatto votare una proposta di legge statale per ridurre l’Iva sui costi energetici e l’auspicio è che il Parlamento la possa prendere in esame. Certamente bisogna partire da provvedimenti di questo genere».    

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Il convegno di oggi pomeriggio

Oggi pomeriggio, venerdì 24 maggio alle 15 nella sala conferenze dell’Hotel San Marco di via Longhena 42 a Verona, alla presenza di Ulss rappresentanti datoriali delle case di riposo veronesi pubbliche e private, e delle associazioni di settore, i sindacati Spi Cgil Verona, Fnp Cisl Verona, Uilp Uil Verona illustreranno le proposte unitarie del Sindacato sul tema della non autosufficienza.

Introduzione a cura di Gianluigi Meggiolaro, Segretario generale Uilp Uil Verona; relazione di Viviana Fraccaroli, Segretaria generale Fnp Cisl Verona; conclusioni di Adriano Filice, Segretario generale Spi Cgil Verona. Interventi di Manuela Tomasi, Presidente Conferenza Presidenti delle Ipab di Verona; Maria Mastella, consigliera di amministrazione Uripa – Unione regionale Istituti per Anziani della Regione Veneta; Luisa Andreetta, Direzione Servizi socio sanitari dell’Ulss 9; Tomas Chiaramonte, Segretario generale Adoa – Associazioni Diocesane delle Opere Assistenziali di Verona. Modera il giornalista Matteo Scolari.

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