Casa di riposo di Arcole, Fp Cgil: «Manca personale, gravi criticità»
«Non c’è luce in fondo al tunnel per le lavoratrici e i lavoratori della casa di riposo di Arcole che passano da una emergenza all’altra: proprio nei giorni in cui la maggior parte di loro si è negativizzata facendo ritorno al proprio posto di lavoro, tra dimissioni, pensionamenti e aspettative si registrano tre nuove uscite tra le Oss (operatrici socio sanitarie) a partire dal 1° gennaio 2021» afferma Antonio De Pasquale, segretario generale Fp Cgil Verona.
«Il che, contando anche la presenza di contratti part-time, porta il numero di operatori effettivamente in forza alla struttura ben al di sotto della cifra di 32 unità di personale che il direttore Verdolin aveva dichiarato in Prefettura durante il tentativo di conciliazione dello scorso 21 dicembre rendendo più che complicata la gestione della quotidianità».
«Torniamo pertanto a chiedere con forza ed urgenza di aumentare il personale Oss. La direzione ha già programmato l’ingresso dei nuovi ospiti che si verificherà appena possibile e quando saranno terminate le operazioni di sanificazione dei settori. Non si può pensare di chiedere ulteriori sacrifici in termini di rinuncia alla conciliazione con gli impegni famigliari a lavoratori e lavoratrici che hanno già accumulato ferie arretrate per 60-80 giorni. Si tratta di madri e padri di famiglia che hanno pagato già abbastanza l’inefficienza della gestione della struttura» continua De Pasquale.
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«Ricordiamo infatti che il mancato adeguamento del numero degli operatori è alla base di tutte le gravi criticità che si trascinano da ben prima della pandemia, sulle quali la seconda ondata di Covid ha agito da detonatore producendo la tragedia che conosciamo: 24 decessi tra gli ospiti tra il 18 dicembre e il 20 gennaio e una raffica di contagi che ha investito 26 operatori su 31; 6 infermieri su 9 e la quasi totalità degli ospiti, risparmiandone soltanto 5».
I lavoratori, secondo Fp Cgil, si sono spesi molto più di quanto dovuto. «Il Sindaco e il direttore dovrebbero riconoscerlo apertamente e pubblicamente. Come dovrebbe riconoscere che è stato soltanto grazie all’interessamento delle lavoratrici che si è ottenuto l’aiuto di alcuni volontari della Croce Verde».
«La narrazione che tutto è accaduto per una tragica fatalità deve finire» concludono dalla Fp Cgil «come Sindacato siamo determinati a fare tutto quanto è necessario perché venga accertata fino in fondo la verità».
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