Carenza di medici a Monteforte d’Alpone: la soluzione dell’Ulss 9
Per quanto riguarda la situazione assistenziale della Medicina di base, a Monteforte d’Alpone l’Azienda Ulss 9 Scaligera ha dichiarato che, nonostante ripetuti inviti ai medici inseriti nelle varie graduatorie aziendali, fino ad oggi non è stato possibile trovare alcun medico da incaricare provvisoriamente per sopperire alla carenza d’assistenza dovuta alla cessazione del dottor Guandalini Gianmarco. È stata, quindi, richiesta la disponibilità dei medici dell’Ambito territoriale 2 – Distretto 2 Est Veronese ad aumentare temporaneamente il massimale individuale fino a 1800 assistiti.
Finora hanno dato la propria disponibilità quattro medici, per 580 posti complessivi:
- Argentoni Antonella (da 1200 a 1250 posti, ambulatorio a Monteforte d’Alpone);
- Dal Cero Cesarino (da 1500 a 1630 posti, ambulatorio a Montecchia di Crosara);
- Peci Salvatore (da 1500 a 1800 posti, ambulatorio a Vestenanova);
- Tregnaghi Elena (da 1500 a 1600 posti, ambulatorio a Monteforte d’Alpone).
La proposta è stata accettata anche dalla dottoressa Peron Silvia, che esercita a Roncà, per 50 posti che saranno applicati a breve. Tutti gli assistiti del dottor Guandalini possono, pertanto, trovare posto tra questi medici dell’ambito.
È stata, quindi, comunicata la pubblicazione di quattro zone carenti per l’anno 2021, per le quali si è in attesa dell’espletamento delle procedure di copertura delle stesse da parte di Azienda Zero.
Dopo la prima fase attualmente in corso, eventuali zone non assegnate potranno essere coperte da medici inseriti in graduatorie di altre Regioni e successivamente da quei medici che stanno frequentando il corso di formazione in medicina generale nella Regione Veneto.
«Abbiamo fatto tutto il possibile – commenta il Direttore Generale dell’Ulss 9 Pietro Girardi – cercando soluzioni condivise con l’Amministrazione comunale di Monteforte. Fin dal primo momento ci siamo confrontati con il sindaco Roberto Costa, al quale va il mio ringraziamento, collaborando fattivamente per dare risposta ai cittadini e sopperire alla carenza di medici».
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