Carcere di Verona: CGIL chiede un incontro con la Prefettura
La FP CGIL attraverso proprio delegato della Polizia Penitenziaria di Verona, e unitamente ad altre OO.SS. di categoria da tempo si è mobilitata per le condizioni in cui versa oggi l’Istituto Penitenziario scaligero.
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«Ricordiamo che da circa un anno ormai gli atti di violenza e le aggressioni al personale di polizia e ai sanitari che ivi prestano servizio sono ricorrenti come ricorrenti sono le risse tra diverse fazioni di detenuti che hanno, peraltro in diverse occasioni, devastato parte dei reparti interni, rendendo di fatto parzialmente inagibili alcuni locali delle sezioni interne».
«Un difficile clima interno alle sezioni che certamente non fa bene ai lavoratori, sempre sotto tensione, con elevati indici di stress psicofisico aggravato dalla carenza cronica di circa 70 unità di personale di Polizia Penitenziaria e da un’insufficiente presenza di personale medico, paramedico e specialistico dell’Area Sanità Penitenziaria con particolare riguardo al numero esiguo di ore destinate agli specialisti in Psichiatria e psicologia. Un clima che certamente non aiuta i soggetti detenuti più fragili, tanto che con l’ultimo suicidio di qualche giorno fa si è arrivati a cinque suicidi in tre mesi appena. Numeri senza precedenti per la storia del carcere veronese ma ci risulta per l’intera nazione».
«Per tali motivi da tempo è stato proclamato lo stato di agitazione della Polizia Penitenziaria, e dal 23 gennaio 2024 abbiamo chiesto un urgente incontro con la Prefettura di Verona per discutere della sicurezza del personale e della necessità di creare un tavolo tecnico in Prefettura, dove confrontarsi con le figure apicali dell’Amministrazione Penitenziaria e della Sanità locale del Comune, per immediati adeguati provvedimenti. Purtroppo con grande stupore, ancora oggi siamo tristemente in attesa di essere convocati dalla Prefettura, nonostante la grave emergenza e la situazione allarmante senza precedenti del carcere di Montorio. Valuteremo sit-in e altre forme di protesta nelle opportune sedi cittadine».
In caso di emergenza, chiama il 118. Se ci sono amici o conoscenti con pensieri suicidi si può chiamare il Telefono amico allo 02 2327 2327, tutti i giorni dalle 10 alle 24.
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