Carburanti, frodi da oltre 100 milioni nel Veronese

L'Agenzia Dogane e Monopoli di Verona ha sequestrato a imprenditori scaligeri beni per oltre 100 milioni di euro nell'ambito di un'indagine sulle frodi nel settore dei carburanti.

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L’Agenzia Dogane e Monopoli di Verona ha sequestrato a imprenditori scaligeri beni per oltre 100 milioni di euro nell’ambito di un’indagine sulle frodi nel settore dei carburanti.

Gli accertamenti si sono infatti accentrati su operatori commerciali di prodotti energetici stabiliti nel veronese che si sarebbero resi responsabili di frodi di diversa natura. Nel dettaglio, l’analisi dei rischi fatta dagli uomini dell’Agenzia ha consentito di individuare una società creata da imprenditori scaligeri che, dichiarando fittiziamente la propria sede all’estero, dal 2017 al 2020 ha commercializzato in Italia ingenti quantità di carburante. (Ansa)

Immediato il commento di Confcommercio Verona. «La concorrenza sleale, sotto forma di acquisto di prodotto a prezzi fortemente ribassati e fuori mercato che viene proposto da operatori non conosciuti che non ne garantiscono la legittima provenienza, sta minando gli equilibri del settore del commercio di carburanti e mettendo in grandissima difficoltà le aziende che, per etica, non hanno ceduto alle lusinghe dei facili guadagni» afferma Marcello Dalla Bernardina, presidente del sindacato energia di Confcommercio Verona il cui direttivo, in carica dal 2018, si è riunito nei giorni scorsi.

«Un fenomeno sempre più diffuso anche nel veronese che determina oltretutto anche un danno ambientale, in quanto viene commercializzata materia prima che non assolve l’obbligo della bio-miscelazione attraverso cui avviene l’abbattimento della CO2 grazie alla percentuale di carburanti di origine vegetale».

«Ci congratuliamo e ringraziamo la Guardia di Finanza di Verona per le due operazioni che in questi giorni hanno portato al sequestro di beni e denaro rispettivamente per 100 milioni (notizia di oggi) e per 80 milioni di euro (“Free Fuel” a Mozzecane) a carico di società operanti nel commercio di carburanti nel territorio scaligero».

«Queste si vanno a sommare alle altre quattro operazioni, altrettanto importanti, che si sono succedute negli ultimi 12 mesi nei confronti di società operanti sempre nella nostra provincia, da Arcole a Sommacampagna, da Cologna Veneta ad Albaredo D’Adige e che dimostrano l’impressionante dimensione del fenomeno».

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Per il sindacato energia di Confcommercio Verona «è necessario che i disonesti rispondano per l’Iva evasa, come peraltro già prevede il comma 3 ART 60-bis D.P.R. 633/1972, che sancisce la responsabilità solidale per il pagamento dell’Imposta: ciò permetterebbe allo Stato di disporre di risorse particolarmente utili in questo momento storico di grave emergenza economica a causa del Covid».

«Tale operazione – aggiunge Dalla Bernardina – rappresenterebbe un deterrente per un mercato che ancora registra, purtroppo, traffici irregolari». L’associazione si impegna, sempre più convintamente, a segnalare alle Autorità le situazioni poco chiare e, appena possibile, dopo le restrizioni Covid, programmerà una iniziativa per meglio spiegare il fenomeno dell’illegalità nel commercio dei carburanti all’opinione pubblica.

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