Canto lirico italiano candidato a Patrimonio culturale immateriale Unesco

L'arte del canto lirico italiano candidata all'Unesco come Patrimonio culturale immateriale. Una gioia anche per Verona e per l'Arena.

Turandot in Arena - Foto Ennevi opera festival verona canto lirico unesco
Turandot in Arena - Foto Ennevi

Canto lirico italiano candidato all’Unesco

L’arte del canto lirico italiano” è candidata all’inserimento nella lista Unesco del Patrimonio culturale immateriale. Lo ha annunciato il sottosegretario di Stato per la Cultura Lucia Borgonzoni. Un’occasione di gioia anche per Verona, che con il suo Festival areniano è punto di riferimento nel panorama artistico.

«Una notizia che ci riempie di gioia – commenta Federico Sboarina-. Sono orgoglioso come sindaco e presidente della Fondazione Arena di Verona, enti che hanno sostenuto il Comitato promotore del Progetto Unesco L’arte del Canto Lirico italiano, di accogliere la notizia che lo Stato italiano ha ufficialmente accettato la candidatura a Patrimonio immateriale dell’umanità una delle sue espressioni culturali più autentiche e originali.

Se c’è un Patrimonio immateriale da preservare, tramandare e valorizzare, quello è il canto lirico italiano, un’arte che non smette di affascinare ogni anno migliaia di persone in tutto il mondo. Noi abbiamo la fortuna di esserne custodi privilegiati, grazie ad un anfiteatro unico al mondo e grazia a Fondazione Arena, vera culla del canto lirico ed eccellenza riconosciuta a livello internazionale. Una candidatura che conferma e avvalora i traguardi raggiunti in questi anni da Fondazione, non senza sacrifici e anche durante la pandemia, e che rappresenta una straordinaria occasione di sviluppo e crescita di uno degli asset strategici del nostro territorio. L’anno prossimo il festival lirico areniano festeggerà il suo primo centenario, la candidatura Unesco è il giusto coronamento”.

Commenta così il presidente della Regione Veneto Luca Zaia: «La notizia, nel mio immaginario, si accompagna ad un boato di applausi nell’Arena di Verona illuminata. Quale maggior simbolo e riferimento dell’imponente anfiteatro della città scaligera, infatti, possiamo trovare per identificare nel mondo l’Arte del Canto lirico italiano. Anche per questo trovo che la candidatura di quest’ultimo a Patrimonio culturale immateriale dell’Umanità sia veramente importante non solo per gli appassionati ma anche per tutto il Veneto».

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«La lirica è di casa da sempre nella nostra regione – prosegue il Governatore -. Il Veneto è la terra di giganti del melodramma che qui sono nati o hanno vissuto nel pieno della loro attività artistica, come Toti Dal Monte e Mario Dal Monaco. È dove sono venuti al mondo grandi contemporanei come Katia Ricciarelli e Renato Bruson. È la terra del grande librettista Francesco Maria Piave e del Teatro veneziano La Fenice tanto caro alla tradizione verdiana».

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«Penso che il Veneto abbia un bagaglio storico in questo campo che consente di rappresentare ai più alti livelli l’importanza di questa candidatura. Una candidatura che segna un giorno storico, ma anche restituisce la giusta evidenza ad una fondamentale parte del settore teatrale, tanto segnato dalle restrizioni conseguenti alla pandemia».

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