Campo di concentramento di Montorio dichiarato sito di “interesse culturale”
Nella mattinata di mercoledì 29 luglio, la Commissione Regionale per il Patrimonio culturale del Veneto ha notificato il “Provvedimento dichiarativo di interesse culturale” per il campo di concentramento di Montorio. Il provvedimento, si legge nella notifica della Commissione, «avrà efficacia nei confronti di ogni successivo proprietario, possessore o detentore a qualsiasi titolo del bene».
L’edificio, denominato “Colombara – infrastruttura D.A.T. 416” e situato nelle campagne tra Montorio e San Michele Extra, fu realizzato durante la Seconda Guerra Mondiale nelle vicinanze della Caserma ora denominata “G. Duca”, come presidio militare per la Difesa Aerea Territoriale.
Nel 1944, dismessa tale originaria funzione, fu destinato a campo di concentramento per ebrei. Nello stesso anno, alla fine del mese di aprile, giunsero circa una sessantina di ebrei, rastrellati a Roma e in precedenza sistemati in una caserma militare situata nel centro storico di Verona. Qui rimasero fino a metà maggio, quando furono consegnati alle S.S. e trasferiti prima al campo di Fossoli (Modena), poi ad Auschiwitz.
La Colombara divenne successivamente luogo di detenzione per sospetti oppositori politici e familiari di renitenti alla leva e, oggi, è luogo di memoria dei fatti che vi sono accaduti. In occasione della Commemorazione del “Giorno della Memoria”, il 23 gennaio 2020 è stata deposta una targa commemorativa sulla ciclabile di via A. Da Legnago, in corrispondenza della strada che i detenuti percorrevano per raggiungere la palazzina del Campo.
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