Calo nascite, l’associazione famiglie numerose: «Meno iscrizioni rispetto ai primi anni»

Il coordinatore della sezione veronese dell'ANFN, Guido Strepparava, è intervenuto stamattina ai microfoni di Radio Adige Tv per parlarci dell'associazione famiglie numerose e di un calo di iscrizioni negli ultimi anni, nei quali sempre più coppie decidono di avere meno figli.

Nella nostra città, nel 2019, si è registrato un calo di oltre il 17% delle nascite: un dato piuttosto allarmante che conferma una tendenza uniforme a livello nazionale, che, probabilmente sarà confermato, se non aggravato, da questo 2020 infelice. Agli antipodi di questi dati troviamo l’associazione nazionale famiglie numerose, che promuove i nuclei famigliari più ampi. A parlarcene è stato Guido Strepparava, coordinatore della sezione veronese dell’associazione.

«L’associazione si occupa di promuovere la famiglia numerosa, di interfacciarsi con i vari enti: comune, regione e Stato per far presente le nostre esigenze e avere una risposta politica. Inoltre si occupa di dare alle famiglie una rete di amicizia e solidarietà. – ha spiegato Strepparava – In Italia una famiglia numerosa è quella che ha almeno quattro figli, ma nella nostra associazione ci sono anche famiglie con tre figli perchè quello è il limite europeo».

«A Verona ci sono ci sono circa 600 nuclei famigliari con almeno quattro figli, ma non tutti sono iscritti all’associazione. In questi mesi ci siamo tenuti in contatto con gli iscritti anche perchè abbiamo delle attività come anche la distribuzione del cibo con il Banco Alimentare Veneto, quindi ci si vede per vari motivi: chi ha richieste di tipo fiscale, amicizie».

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Sul tema del calo delle nascite «Noi abbiamo una realtà un po’ ovattata, ma anche noi vediamo che le nostre famiglie crescono in modo meno esponenziale nelle iscrizioni a livello nazionale rispetto ai primi anni. Dopodichè la società è quello che è e non è più quella di 20 anni fa» ha detto Strepparava.

Tra i deterrenti che portano una coppia a decidere di non formare una famiglia numerosa, sicuramente, c’è anche il lato economico-finanziario: «Una persona che percepisce come me un reddito di un certo livello, se lo confronto con marito e moglie che hanno la metà del mio reddito lordo, io pago più tasse e questo è assurdo, perchè la tassazione non tiene assolutamente conto dei numeri del nucleo famigliare. – ha confermato Strepparava – A livello locale ci sono stati interventi, ma si potrebbe fare di più, perchè comunque le spese moltiplicate per il numero dei figli a volte non vengono tenute conto nel calcolo dell’ISEE che serve ad aiutare i nuclei meno abbienti. Noi non vogliamo essere assistiti, ma promossi dagli enti comunali e dallo Stato. Un conto è dare 100 euro di assistenza, un conto è far sì che la coppia che investe anche nei figli abbia un riconoscimento per l’opera sociale che fa».