Ca’ del Bue riparte come “biodigestore”
Con la produzione del primo metro cubo di biometano avvenuta oggi, ha ufficialmente preso il via l’impianto di trattamento dei rifiuti organici di Ca’ del Bue.
Il biodigestore consentirà il trattamento di 40.000 tonnellate/anno di Frazione Organica dei Rifiuti (FORSU) mediante il processo di digestione anaerobica. Una volta a regime, il biodigestore sarà in grado di produrre 3 milioni di metri cubi di biometano che saranno destinati a rifornire le flotte del trasporto pubblico locale.
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Tramite un processo di digestione anaerobica, il materiale organico verrà trasformato in compost di alta qualità per una produzione annua di 10.000 tonnellate annue (il 75% del quale sarà sostanza secca, 25% acqua), che verranno consegnate alle aziende agricole del territorio.
All’interno dell’area di Ca’ del Bue avverrà il ricevimento del rifiuto organico raccolto nel territorio, il pre-trattamento finalizzato alla separazione dei materiali, il trattamento anaerobico, l’estrazione del biometano, la disidratazione e il successivo avvio della frazione organica digerita per la realizzazione del compost.
Secondo quanto riporta Agsm Aim, il biodigestore «diventerà il motore di un circolo virtuoso che consentirà rilevanti benefici nei confronti dell’ambiente e del territorio, la drastica riduzione dei conferimenti in discarica e la trasformazione del materiale organico in biometano da fonte rinnovabile. A questo si aggiunge la produzione di compost di qualità riutilizzabile sul territorio secondo gli ultimi dettami normativi della Comunità Europea».
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Il biodigestore rappresenta il primo tassello di un più ampio polo di gestione dei rifiuti in ottica di economia circolare che Agsm Aim intende realizzare grazie a diversi impianti, tra cui uno di trattamento fanghi per il quale è già stato avviato l’iter autorizzativo, uno di trattamento carta/cartone, uno di recupero di materiale plastico, uno di rifiuti solidi non pericolosi e, infine, il revamping di un impianto già esistente di trattamento meccanico per aumentare la percentuale di recupero dell’indifferenziato.
«Il biodigestore rappresenta un perfetto esempio di economia circolare poiché valorizza i principi cardine di una virtuosa gestione dei rifiuti, dalla raccolta differenziata al riciclo fino alla valorizzazione delle risorse», commenta Federico Testa, presidente del Gruppo AGSM AIM. «Nell’impianto si fondono tecnologia e attenzione alla sostenibilità con risultati positivi in termini industriali, ambientali e di ricadute sul territorio».
«Il biodigestore – ha aggiunto Stefano Quaglino, consigliere delegato del Gruppo AGSM AIM – costituisce un’importante tappa nella crescita impiantistica e industriale del Gruppo nel settore ambientale. Nei progetti di AGSM AIM, Ca’ del Bue diventerà, infatti, sempre più un polo di eccellenza nella gestione dei rifiuti del nostro territorio».
Sull’impianto di trattamento fanghi, di cui è stato avviato l’iter autorizzativo, si è recentemente dichiarato contrario il sindaco di San Giovanni Lupatoto Attilio Gastaldello.
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