Ca’ del Bue, mozione Pd: «Affidare VIA e VIS a soggetti pubblici»

I consiglieri regionali del Partito Democratico Bigon e Zanoni chiedono di valutare la possibilità di affidare le valutazioni d’impatti ambientale e sanitario su Ca’ del Bue a soggetti pubblici, per garantire l’imparzialità.

Anna Maria Bigon, consigliera regionale del Veneto per il Partito Democratico
Anna Maria Bigon, consigliera regionale del Veneto per il Partito Democratico

Rimane alta l’attenzione intorno all’impianto di Ca’ del Bue. Mentre il presidente di Agsm Aim Federico Testa si dice «disposto a collaborare con i sindaci», la politica si scalda.

I consiglieri regionali del Pd del Veneto Anna Maria Bigon e Andrea Zanoni hanno presentato una mozione per la giunta regionale che chiede di «valutare la possibilità di favorire la stipula di un protocollo di intesa tra Agsm Aim, gli enti locali e gli altri soggetti pubblici interessati, al fine di affidare a soggetti pubblici, preventivamente individuati per competenza e terzietà, di concerto con i sindaci dei Comuni interessati, l’effettuazione degli studi e delle perizie tecniche sull’impatto ambientale e sanitario del revamping dell’impianto di Ca’ del Bue, in modo tale che il proponente li possa presentare nell’ambito del procedimento di VIA e di VIS». Si tratta delle procedure di Valutazione di Impatto Ambientale e Valutazione di Impatto Sanitario.

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Secondo i due esponenti dem «il conferimento dell’incarico per l’effettuazione delle necessarie valutazioni tecniche a soggetti pubblici e manifestamente imparziali, nonché titolari di dati sanitari sensibili ma necessari a una precisa rappresentazione dello stato di salute di una popolazione target non ricadente in uno specifico ambito amministrativo, favorirebbe sia la piena trasparenza nei confronti dei cittadini e di tutti i soggetti coinvolti che una adeguata qualità analitica delle valutazioni, attenuando altresì la conflittualità sociale che spesso accompagna la discussione intorno a simili opere».

«L’intento – spiegano – è di conciliare la qualità con la terzietà delle valutazioni, che possono essere maggiormente garantite affidando lo studio d’impatto ambientale e sanitario a soggetti pubblici che abbiano un adeguato background tecnico-scientifico in tema di ambiente e salute preferibilmente maturato attingendo a fondi pubblici di ricerca. Il tutto, considerando la possibilità di un sostegno aggiuntivo, anche mediante la predisposizione di un fondo ad hoc da parte del proponente».

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