Borgo Venezia, la nascita del quartiere (raccontata bene)

Il fondatore di APS Quartiere Attivo, Davide Peccantini, è intervenuto stamattina ai microfoni di Radio Adige Tv per raccontarci la storia del quartiere di Borgo Venezia, dalla sua nascita a oggi.

Dalla storia della “Ceolara” alla costruzione della chiesa di San Giuseppe fuori le mura. Sono tante le particolarità del quartiere di Borgo Venezia: la zona della città che si trova esattamente al di là di Porta Vescovo. A parlarcene e a raccontarci gli aneddoti più interessanti del quartiere è stato Davide Peccantini, fondatore di APS Quartiere Attivo.

«Borgo Venezia si trova nella sesta circoscrizione ed è all’interno di una zona chiamata “Quartieri sei borghi“, cioè tutta quella zona delineata da Borgo Venezia, Borgo Trieste, Biondella, la zona di Fincato, Borgo Santa Croce e San Felice Extra. – ha spiegato Davide – Borgo Venezia si delinea come quartiere all’inizio del Novecento, tra via Barana, via Fincato e viale Venezia, proprio nei pressi della stazione di Porta Vescovo. La data di nascita di Borgo Venezia è il 6 novembre del 1900, quando il consiglio comunale di Verona stabilì di fondare un quartiere ad di là di Porta Vescovo, nella zona de cimitero israelitico. Le prime costruzioni nella zona sono quelle vicine a via Fiumicello, che è questo piccolo fiume che nasce dal laghetto Squarà, poi la chiesa di San Giuseppe fuori le mura, iniziata a costruire nel 1914 e inaugurata nel 1915 ed era quella chiesa per tutti quegli operai che lavoravano nelle officine ferroviarie, nella Tiberghien e quindi “fuori dalla città”».

«Se ci spostiamo più a nord, invece, andiamo nella zona di Santa Croce, dove c’è la Ceolara, una casupola diroccata e abbandonata in zona via Villa Cozza e il toponimo è usato sin dal 1584 e indicava la cascina e tutta la zona circostante, perchè dal dialetto significa “zona coltivata a cipolle”» ha spiegato Davide.

«Un aneddoto curioso riguarda San Giuseppe fuori le mura. C’era una fazione che voleva la costruzione della chiesa, ma poi c’erano gli anticlericali, ce di notte andavano a togliere i mattoni. Quindi gli abitanti della zona si misero d’accordo per fare sorveglianza del quartiere per evitare problemi e alla fine ha funzionato».