Biotecnologie, il corso di origine veronese compie 25 anni

È stata la prima nel panorama italiano e oggi compie 25 anni, stiamo parlando del corso di Biotecnologie dell’Università di Verona che ogni anno, dal 1993 a oggi, accompagna circa 1700 studenti nel loro percorso formativo nel campo delle biotecnologie sia negli aspetti teorici che in quelli sperimentali. Per celebrare il quarto di secolo dell’indirizzo, gli esperti della disciplina si sono incontrati per fare il punto sul lavoro fatto finora e presentare i nuovi traguardi della materia.

Una facoltà all’avanguardia, quella di Biotecnologie, che in 25 anni ha formato 1400 studenti offrendo loro, al termine del percorso triennale, la conoscenza sistemi biologici e le competenze tecnologiche necessarie per permettere eventuali attività di ricerca e sviluppo nei diversi settori biotecnologici.

Presenti alla celebrazione, svoltasi nell’aula Magna Gino Tessari della sede Ca’ Vignal 2, la presidente della Scuola di scienze e tecnologia Antonella Furini, il dottor Dietelmo Pievani, filosofo della scienza dell’Università di Padova, Giovanni Maga, biotecnologo dell’istituto di genetica molecolare di Pavia e Danilo Porro, docente dell’Università di Milano Bicocca.

Al termine del convegno è seguita una tavola rotonda alla quale hanno preso parte Davide Ederle, ex studente di ateneo ora presidente dell’Associazione Nazionale biotecnologi italiani, Rita Fucci, coordinatrice tecnico scientifica di Assobiotec e il giornalista Domenico Lanzillotta.

Nel corso dei 25 anni il settore biotecnologico ha raggiunto importanti traguardi, come conferma la presidente Furini: “negli oltre 20 anni di storia delle biotecnologie abbiamo fatto passi da gigante. Basti pensare alle ricerche condotte nel sequenzionamento del genoma umano. Dopo 13 anni di lavoro e di ricerca il processo si può compiere in sole 48 ore”.

Di motivi per festeggiare il corso di Biotecnologie ne ha però almeno un’altro, l’indirizzo di studi di origine veronese è stato infatti premiato dal ministero dell’università e della ricerca come dipartimento di eccellenza per l’area di scienze chimiche per un progetto di chimica verde che si occupa della progettazione e dell’uso di prodotti chimici e processi per ridurre o eliminare l’uso e la produzione di sostanze pericolose.

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