Bilancio demografico, Dalle Pezze: «Ricambio generazionale legato alle possibilità abitative»

La presidente della seconda circoscrizione Elisa Dalle Pezze è intervenuta su Radio Adige TV per commentare il bilancio demografico pubblicato dal Comune di Verona. Dall'indagine è emerso come Avesa, ed in generale la seconda circoscrizione, sia la più anziana di Verona.

Il 16 febbraio sono stati presentati i dati del bilancio demografico di Verona relativi al 2020. Nonostante l’aumento di decessi del 26%, da imputare principalmente al Covid, Verona rimane la città più popolosa del Veneto. Il quartiere più giovane risulta essere Veronetta, con un’età media di 55 anni, mentre il più anziano è Avesa, dove i residenti hanno un’età media di 62 anni. Per commentare questo dato è intervenuta Elisa Dalle Pezze, presidente della seconda circoscrizione.

La seconda circoscrizione, ed in particolare Avesa, è risultata essere la più anziana della città. Confermi questa fotografia scattata dal Comune?

«La fotografia del Comune si inserisce in un quadro nazionale di progressivo invecchiamento della popolazione. Il dato per noi è importante nell’ottica di garantire tutti quei servizi che consentano ad un popolazione più anziana di poter rimanere ed avere un grado di vivibilità del quartiere sufficiente. È chiaro che dal punto di vista geografico Avesa è uno dei borghi che negli anni ha avuto minori possibilità di sviluppo urbanistico, a causa proprio della sua conformazione: gli ultimi insediamenti risalgono comunque agli anni ’80. Il numero delle abitazioni rimane grossomodo quello del borgo storico.
Bisogna però tenere conto che Avesa negli ultimi anni è stata oggetto di molte ristrutturazioni, per cui è molto appetibile dal punto di vista del mercato immobiliare. Rimane un borgo ricercato, perché è riuscita, grazie ad una buona sinergia pubblico-privato, a continuare a garantire tutti quei servizi minimi che permettono una qualità della vita molto buona».

Pensi che ci sarà quindi un ricambio generazionale?

«Io penso che il ricambio generazionale sia sempre legato alle possibilità insediative. Finché Avesa potrà avere servizi come le scuole, i mezzi pubblici, il medico, la posta, la farmacia, rimarrà un borgo appetibile. Tre anni fa siamo intervenuti in maniera molto forte come circoscrizione perché aveva chiuso uno storico negozio di alimentari nel centro del paese, un punto di riferimento per i residenti in maniera trasversale. Interpellando Coldiretti da una parte e l’allora assessore al commercio Toffali dall’altra, siamo riusciti a portare il kilometro Zero ad Avesa. Questo è stato un risultato riconosciuto in maniera molto sensibile dalla popolazione, perché ha riportato i cittadini a riscoprire una dinamica territoriale dal punto di vista della sostenibilità dell’acquisto. Questo è un esempio di continuità, che consente alle persone di proseguire a vivere qui».

Parliamo in generale della seconda circoscrizione. Come hanno vissuto i cittadini questi mesi complicati di lockdown e chiusure?

«Il nostro termometro è legato in particolare al terzo settore, perché la circoscrizione collabora in maniera molto stretta con associazioni che operano in ambito sociale, culturale, sportivo. Sicuramente si è sentita la mancanza di questi elementi di convivialità e socialità molto forte. D’altra parte abbiamo rilevato una scoperta del nostro ambiente naturale: la seconda circoscrizione ha la fortuna di svilupparsi tra l’Adige e le colline. C’è stata proprio una riscoperta della passeggiata, una sorta di turismo domestico assolutamente sostenibile. Abbiamo l’intenzione di lavorare per incrementare e coltivare questa sensibilità che abbiamo riscontrato essere molto diffusa».

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