Aviaria: “Nessun rischio per l’uomo”

Dopo i casi di contagio scoperti nelle ultime settimane, anche tra i consumatori si è creato allarmismo. Abbiamo sentito il dirigente Veterinario dell’Ulss 9, Fabrizio Cestaro.

È epidemia di aviaria nel veronese. E dopo i casi registrati in queste ultime settimane, da Ronco all’Adige a Cologna Veneta ed Angiari, l’allarmismo si è diffuso anche tra i consumatori. Abbiamo fatto il punto della situazione con il dirigente Veterinario Ulss 9 Fabrizio Cestaro.

“Il virus non è patogeno per l’uomo, è patogeno per gli avicoli. In questo caso i più sensibili sono i tacchini, ma se la quantità di virus aumentasse, potrebbero risentirne moltissime specie, come faraone, fagiani”, commenta Cestaro.

Il danno è prevalentemente economico, in quanto l’alta patogenicità del virus non può contagiare l’uomo. Zaia in questi giorni ha emesso un’ordinanza con la quale indica degli obblighi per gli allevatori, cosa fare in caso di contagio. Per far fronte all’epidemia, quindi, bisogna ridurre la quantità di virus nell’ambiente.

Non si isolano gli animali malati, ma si abbattono. Quello che bisogna fare è ridurre la quantità di virus nell’ambiente.

Il virus è tornato, quindi, e i responsabili sarebbero gli uccelli migratori, tra cui le anatre.

Ogni cittadino e soprattutto gli allevatori devono aumentare l’isolamento degli allevamenti. Bisogna evitare che il mangime e l’acqua siano raggiungibili da selvatici. Infine segnalare le morti sospette.

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