Villafranca, aggressione a viaggiatore. Sindacati e Pd chiedono sicurezza

Aiuta una capotreno in difficoltà e finisce all’ospedale. È accaduto l’altro ieri nella stazione ferroviaria di Villafranca di Verona, ad un mantovano che stava viaggiando sulla linea Verona-Mantova. Quando ha visto la donna ferroviere in difficoltà di fronte alla resistenza di due passeggeri a mostrare il biglietto.

I due viaggiatori hanno aggredito verbalmente l’ufficiale e fisicamente il generoso virgiliano, che è stato poi curato all’ospedale Carlo Poma con prognosi di trenta giorni. I due violenti sono stati rintracciati dai carabinieri e denunciati per resistenza a pubblico ufficiale e lesioni.

Immediata la condanna del sindacato area dem Cisl Reti, che nel comunicato diffuso oggi esige “qualcosa di concreto. Regione Veneto e Trenitalia – si legge nel testo – devono assumersi le proprie responsabilità: la Regione deve investire obbligatoriamente sulla sicurezza sui treni per proteggere i suoi cittadini pendolari ed altrettanto deve fare Trenitalia per far sì che i Ferrovieri non rischino l’incolumità personale (fisica e morale) sul posto di lavoro. ” l’associazione chiede un incontro urgente con “le parti interessate e qualora non ci fossero risposte ed azioni concrete, non escludiamo come Sindacato anche  pesanti azioni di protesta che interrompano il colpevole silenzio su una situazione sempre più grave.”

Anche il Pd veronese condanna l’accaduto alla stazione incustodita di Villafranca e chiede azioni risolutive. Il capogruppo Federico Benini, insieme a Marco Burato della direzione Provinciale Pd e il senatore Vincenzo D’Arienzo , sollecitano il ripristino delle condizioni “di treni e stazioni ferroviarie, diventati ricettacolo di marginalità sempre più violenta.”

“Episodi simili non devono più essere tollerati. Con le buone o con le cattive bisogna estirpare dall’immaginario comune l’idea che il mondo del trasporto pubblico sia una sorta di zona franca dove non esiste il rispetto per chi viaggia e per chi lavora, e dove tutto è permesso.” prosegue la nota dei dem.

“Attendiamo quindi di sapere quali iniziative hanno in programma i parlamentari leghisti che fino a qualche anno fa manifestavano sui binari di Porta Nuova contro gli immigrati che non pagano il biglietto. Dove sono coloro che ora siedono al Ministero degli Interni? Che cosa stanno facendo per proteggere i lavoratori dei trasporti e degli altri servizi di pubblica utilità quotidianamente esposti a minacce e violenze? Che cosa aspetto a mantenere le promesse di rimpolpare gli organici ridotti all’osso? A quando il potenziamento della sorveglianza nelle stazioni ferroviarie, dei bus, e nei pronto soccorso? La Regione Veneto, responsabile dell’appalto dei treni regionali, deve lavorare ad una soluzione che garantisca la sicurezza di lavoratori e utenti dei treni regionali. Prima di continuare a spendere soldi in iniziative estemporanee come i corsi di dialetto veneto faccia in maniera che chi lavora al trasporto pubblico locale abbia la certezza di tornare salvo e sano a casa alla sera. ”