Via libera al decreto sicurezza bis

Tra le priorità che si leggono nel decreto, la lotta all’immigrazione clandestina, che è stata oggetto di discussione tra l’Italia e l’Onu.

Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto legge sicurezza bis. «Habemus decretum: è un passo in avanti per la sicurezza». Lo dice il leader della Lega e vicepremier Matteo Salvini in conferenza stampa a Palazzo Chigi: «Sono i diciotto articoli pronti, rivisti e rimeditati da tempo. Tre le finalità: lotta all’immigrazione clandestina, al centro anche del comitato per l’ordine e la sicurezza che si è svolto stamattina e registra notevoli passi in avanti; c’è un capitolo cui tengo particolarmente che inasprisce le sanzioni per chi agisce con caschi, bastoni o mazze contro le forze dell’ordine; c’è l’assunzione di 800 uomini e donne di personale amministrativo per gli uffici giudiziari, per 28 milioni di euro, per eseguire le pene dei condannati in via definitiva che sono 12mila solo a Napoli e provincia».

Il decreto sicurezza bis «è troppo repressivo? No, abbiamo specificato che gli episodi di violenza durante pubbliche manifestazioni debbano prevedere concreto pericolo a persone o cose con l’utilizzo di razzi, petardi, mazze o bastoni. Non penso che la libertà di pensiero di qualunque italiano passi attraverso strumenti di questo tipo», continua il leader della Lega e vicepremier Salvini.

«Il decreto sicurezza è un inizio e mi auguro che in fase di riconversione il Parlamento lavori a un rafforzamento delle misure per i rimpatri dei migranti irregolari. Parliamo di centinaia di migliaia di persone non identificate che girano liberamente in Italia. Alla luce degli ultimi fatti di cronaca è opportuno che si affronti il tema seriamente e in tempi certi. Sono troppi i circa 500mila irregolari in Italia. Bisogna lavorare sul profilo internazionale in modo più approfondito e lo faremo da squadra» ha commentato il vicepremier Luigi Di Maio.

Per quanto riguarda il lato europeo è dura la risposta inviata dall’Italia all’Alto commissario dell’Onu, Michelle Bachelet, a seguito della lettera dello scorso 15 maggio dove l’Organizzazione delle Nazioni Unite definiva il decreto sicurezza bis «potenzialmente in grado di compromettere i diritti umani dei migranti». Nella risposta italiana, si legge che «Il trasferimento ripetuto di migranti da alcune Ong, con l’obiettivo di dirigersi in Italia, è un tassello di una catena più articolata che porta a infrangere le disposizioni per l’ingresso legale nel territorio, il cui rispetto ricade tra le competenze primarie del ministro dell’Interno. Queste condotte reiterate – prosegue il testo – consentono di raggiungere l’obiettivo dei trafficanti».