A Verona il 22-23 Ottobre il IV Forum Eurasiatico

Diminuisce interscambio Verona-Unione Economica Eurasiatica (UEEA) nel primo semestre 2015 (-14,2%) trascinato al ribasso da crisi geopolitica. Fallico (presidente Conoscere Eurasia e Banca Intesa Russia): ci sono margini per ripartire. UEEA è mercato strategico.

Si è fermato a 231 milioni di euro l’interscambio Verona-Unione Economica Eurasiatica (UEEA – Russia, Bielorussia, Kazakistan, Armenia e Kirghizistan) nel primo semestre di quest’anno, in flessione del 14,2% rispetto allo stesso periodo del 2014. E’ quanto emerso nella conferenza stampa di presentazione del IV Forum Eurasiatico, il summit economico organizzato dall’Associazione Conoscere Eurasia e dal Forum Economico internazionale di San Pietroburgo in collaborazione con Intesa Sanpaolo, Gazprombank, Vhs, Region – Group of Companies e Banca Intesa Russia che si aprirà giovedì 22 ottobre al Palazzo della Gran Guardia fino a venerdì 23.  Una due giorni che vedrà la partecipazione di oltre 70 relatori, ministri, top manager da Italia, Eurasia, Cina e India e di oltre 600 aziende.

A trascinare al ribasso la bilancia commerciale tra la città scaligera e l’Eurasia, la spirale della crisi geopolitica con la Russia, principale motore del nuovo mercato economico e Paese partner preponderante per le aziende veronesi. Infatti, sempre nei primi sei mesi dell’anno, l’interscambio Verona-Mosca ha perso il 13,4% attestandosi a quota 216 milioni di euro. A soffrire l’export, in diminuzione del 27,4% (123,4 milioni di euro) per effetto, soprattutto, della caduta di domanda dei prodotti colpiti dalle sanzioni ma non solo: prodotti dell’agricoltura che si sono praticamente azzerati (– 95,9%; 296mila euro nel primo semestre ‘15 contro 7,1milioni di euro nello stesso periodo del 2014); alimentari e bevande (-16,5%); tessile e abbigliamento (-56,1%); prodotti farmaceutici (-47,6%) e mobili (21,7%). In controtendenza la vendita dei macchinari, prima voce export verso la Russia, con quasi 55 milioni di euro, + 15,5%.

“L’Unione Economica Eurasiatica è tra i protagonisti strategici nello scacchiere globale delle relazioni economiche – ha commentato Antonio Fallico, presidente dell’Associazione Conoscere Eurasia e di Banca Intesa Russia -.  Le tensioni geopolitiche che hanno mortificato l’export italiano non devono più essere un deterrente psicologico per le nostre imprese. I margini per ripartire ci sono. I cinque Paesi aderenti all’Unione, infatti – ha proseguito Fallico – stanno per affrontare un grande ammodernamento strutturale e produttivo che offre notevoli possibilità di investimento e di posizionamento. E l’Italia può essere in prima fila in questo processo. Il Forum – ha concluso il presidente e ideatore del Forum – è la piattaforma per un nuovo dialogo politico e una visione innovativa delle relazioni commerciali”.

Con una popolazione di 178 milioni di abitanti su una superficie di 20 milioni di Km2, i Paesi dell’Unione Economica Eurasiatica (Russia, Bielorussia, Kazakistan, Armenia e Kirghizstan), detengono quasi il 3% del commercio globale e contribuiscono a circa il 4% del Pil mondiale con una quota di quasi il 2% di Investimenti Diretti all’Estero (IDE). L’Unione Europea è il principale mercato di approvvigionamento e di sbocco dell’Unione Economica Eurasiatica con una quota del 46% dell’interscambio complessivo. Nel dettaglio geografico l’Italia è il secondo paese fornitore dell’Unione Eurasiatica, con una quota del 4% del mercato, preceduta solo dalla Germania le cui esportazioni pesano per il 10%.

Sei i focus tematici in programma Forum Eurasiatico (Economia e finanza; Energia; Infrastrutture; Food e agroindustria; Aziende innovative e start up; Energie alternative), oltre alle sessioni plenarie dedicate ai rapporti Europa-Eurasia e Italia-Eurasia.

Tra gli interventi italiani previsti al Forum ideato dal presidente dell’Associazione Conoscere Eurasia e di Banca Intesa Russia, Antonio Fallico, quelli del presidente della Fondazione per la Collaborazione tra i Popoli, Romano Prodi; il ministro dello Sviluppo Economico, Federica Guidi; il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Sandro Gozi; il presidente della 10° Commissione del Senato, Massimo Mucchetti; dell’ambasciatore d’Italia in Russia, Cesare Ragaglini; i vertici di Intesa Sanpaolo con il presidente del Consiglio di Sorveglianza, Giovanni Bazoli e il presidente del Consiglio di Gestione, Gian Maria Gros Pietro; l’ad del Gruppo Finmeccanica, Mauro Moretti; il presidente di SACE, Giovanni Castellaneta; il presidente di Federalimentare, Luigi Scordamaglia.

Molti i relatori eurasiatici all’appuntamento scaligero, che vedrà anche una sessione plenaria con gli ambasciatori in Italia di Russia, Bielorussia, Armenia, Cina e India. In primo piano, il presidente di Rosneft, Igor Sechin; il ministro dello Sviluppo Economico della Federazione Russa, Alexey Ulyukaev; il segretario di Stato Russia-Bielorussia, Grigory Rapota; il ministro dell’Integrazione della Commissione economica eurasiatica (Cee) Tatiana Valovaya, il ministro dell’Economia della Cee, Timur Suleimenov; il vice ministro Affari Esteri della Federazione Russa, Alexey Meshkov; il presidente del Consiglio di Gestione di Gazprombank, Andrey Akimov; il presidente dell’Unione Industriali e degli Imprenditori della Russia, Alexander Shokhin.

Dati: Intesa Sanpaolo Direzione Studi e Ricerche e Coeweb – Istat.