Venerdì in Gran Guardia le premiazioni delle giovanili della Figc per il piccolo Tommy

Anche la Federazione Italiana Giuoco Calcio di Verona è impegnata, insieme alla città, a favore del piccolo Tommy, il bimbo di 5 anni, affetto da ittiosi. Venerdì 7 giugno, alle 17.30 in Gran Guardia, durante le premiazioni dei settori giovanili della Figc, sarà infatti distribuita la nuova pubblicazione “Storia di Tommy”, con una raccolta fondi in suo favore.

Questa mattina la presentazione con l’assessore allo Sport Filippo Rando. Presenti Massimo e Chiara Bucci, genitori del bambino, il delegato provinciale Figc Claudio Prando e Silvano Simeoni, editore della pubblicazione che racconta la storia del piccolo.

Giocatori di Hellas Verona e Chievo interverranno all’evento promosso dalla Federazione con il supporto del Comune. Le offerte raccolte saranno interamente devolute alla ricerca scientifica per la produzione del farmaco necessario a debellare questa malattia rara.

«Il mondo calcistico giovanile veronese scende in campo a sostegno di un’importante iniziativa di solidarietà – dichiara Rando –. Il piccolo Tommy, con il supporto dei suoi genitori, è riuscito ad avviare a Verona un grande progetto di aiuto; tante iniziative che, tutte insieme, puntano a sostenere la ricerca scientifica che potrà dare speranza a Tommy e permettere, a tutte le persone affette da questa malattia, di avere una quotidianità migliore».

«Venerdì abbiamo tutti un doppio appuntamento – ha detto Stefano Marina, organizzatore per la Federazione dell’evento – quello della premiazione dei vincitori delle società che hanno vinto nelle sezioni giovanili della Figc delegazione di Verona. Quest’anno, su iniziativa della Federazione, c’è l’idea di poter contribuire con un opuscolo, anzi, con la beneficenza, al caso di Tommy. Ho chiesto a Massimo Bucci, il papà di Tommy, se c’era già una storia che raccontasse la vicenda del bimbo. Dato che non c’era, dopo una piccola intervista a Massimo ho pensato di fare questa piccola cosa. Mi auguro che la raccolta fondi sarà sostanziosa, dato che la ricerca è molto costosa».