Tensione Lega/5stelle: “La Tav si deve fare”

Foto Stefano Cavicchi/ LaPressepolitica 12/07/2018 Innsbruck/ AustriaMinistro Matteo Salvini durante la conferenza stampa a Innsbruck Nella Foto Matteo Salvini

Salvini dice sì, i 5stelle ribadiscono il no alla Torino-Lione. E le varie ipotesi di referendum, di modifica al percorso , di valutare l’analisi costi benefici suonano sempre più deboli giustificazioni a fronte della crescente evidenza della volontà di vedere realizzate le infrastrutture iniziate – e la Tav in particolare. Il vicepremier del Carroccio ribadisce “niente scambi” ma le tensioni sono in aumento.

 

Il torinese Mino Giachino, promotore del primo evento Sì Tav a torino nel novembre 2018 e padrino del Comitato Veneto Sì Tav sorto pochi mesi dopo proprio a Verona ha di che essere ottimista. Dopo aver incassato il sostegno laterale di Confindustria, Confartigianato e della società civile, è riuscito a bissare pochi giorni fa il successo della manifestazione in piazza nel capoluogo piemontese con altri 30 mila manifestanti.

Il ministro dell’Interno chiede conto dei dati a sostegno dell’opposizione alla prosecuzione della tratta ad altà velocità da sempre bandiera del movimento pentastellato. “Mi spieghi perché è sconveniente usare treni veloci che ci collegano al resto del mondo risparmiando inquinamento e risparmiando quattrini” provoca Matteo Salvini. Mentre Di Battista non le manda a dire(“”Non rompa o torni dal Cav”) .

Dal punto di vista tecnico i vantaggi per l’opera sembrano innegabili, caldeggiati anche dai mercati cinese ( con il progetto One Road One Belt) e nordeuropeo. Senza contare che il Veneto si trova in una posizione da sempre strategica per attraversare le Alpi a nord e puntare verso l’Ungheria ad est. Come se non bastasse la Svizzera sta lavorando per realizzare una seconda tratta che insieme al Gottardo snellirà i trasporti inframontani.

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