Tav, D’Arienzo:”Assurdo il referendum”

Anche il Pd a Verona chiede al governo lo sblocco della Tav. Dopo la manifestazione di sabato a Torino a favore delle infrastrutture – che ha coinvolto anche il Comitato Veneto SÌ TAV – il senatore veronese Vincenzo D’Arienzo solleva  la questione della posizione del governo sulle grandi opere. “Salvini chiede un referendum sulla Tav Torino Lione. Perché chiedere ai piemontesi se vogliono l’alta velocità? A che serve rivolgersi ai cittadini per decidere una cosa che può benissimo decidere il Governo o il Parlamento?”

Nei giorni scorsi il prof Marco Ponti ha consegnato la relazione tecnica sull’alta velocità, senza commentarne il contenuto. Da parte del governo sono evidenti i tentativi di evitare di prendere posizione, con il rimando – sia per Lega che 5stelle – alla volontà popolare. “Se i cittadini chiedono la consultazione ben venga, ma la posizione del Movimento 5 Stelle è chiara: il contratto di governo dice che l’opera va ridiscussa. Con la Lega – sottolinea Di Maio -abbiamo sottoscritto quel contratto, e dice appunto che l’opera va ridiscussa.”

“Un’opera simile – prosegue il senatore del collegio veronese – coinvolge il futuro di tutta l’Italia. Sul tema, in Parlamento c’è una netta maggioranza a favore. Votiamo se farla o meno e ognuno si assume la propria responsabilità. Spostare i propri problemi sui cittadini è solo ipocrisia.”

Il Veneto in particolare è fortemente interessato allo sblocco e al completamento delle infrastrutture iniziate. Eppure “il governo e il ministro delle Infrastrutture Toninelli hanno deciso di stoppare i finanziamenti a tutte le grandi opere già in corso o programmate. Quali sono? Il tunnel del Brennero (appalti per un valore di 5,9 miliardi), pedemontana veneta (2,3 miliardi), alta velocità Brescia-Padova (7,7 miliardi), Terzo Valico tra Genova e Milano (6,6 miliardi), oltre alla Torino-Lione” conclude D’Arienzo.

Questo mentre la produzione industriale crolla in Italia e le forze produttive del Paese hanno più volte manifestato nei mesi scorsi la necessità di far ripartire l’economia italiana. D’Arienzo prosegue: “I fondi (150 miliardi) sono già stanziati e immediatamente disponibili” si legge ancora sul sito del politico del Pd, che dettaglia le quote di investimenti delle parti in causa ( fondi europei e per le misure straordinarie, Anas, Rfi…) . “Ma il governo ha preferito fermare tutto, e attingere da lì i fondi per la riforma delle pensioni, il reddito di cittadinanza, la flat tax per le partite Iva” è la conclusione della dichiarazione.