SP6, correva l’anno 2008…

Domani alle ore 11.30 a Quinto di Valpantena il presidente della Regione Veneto Luca Zaia taglierà il nastro del nuovo prolungamento in variante della Strada provinciale 6 dei Lessini (primo stralcio). Un’opera attesa da tempo sul territorio di cui si parlava anche in apertura del nostro giornale, a maggio del 2008, su un numero significativo: il numero di lancio.

  “SP6, la strada dei desideri”. Titolava così il pezzo di apertura di Pantheon, allora magazine di Valpantena Lessinia, di maggio 2008. Un’edizione che, col senno di poi, può essere considerata particolare perché si tratta della prima di una storia editoriale che dura da un decennio. Ovviamente la strada dei desideri era la Strada provinciale dei Lessini, la ormai nota SP6. Già allora si scalpitava nell’attesa di vedere realizzata un’opera che avrebbe garantito a un territorio che stava toccando con mano la fase asfittica della crisi, una boccata d’ossigeno, sia per il miglioramento della circolazione dei mezzi privati sia di quelli aziendali, camion in primis.

Dieci anni dopo, siamo nel 2018, quella strada prende forma, anche se in maniera diversa da come era stata pensata e progettata nei primi anni 2000. Il presidente della Regione Veneto Zaia domani mattina alle ore 11.30 sarà a Quinto di Valpantena per il taglio del nastro del prolungamento della strada in variante (primo stralcio), realizzato da Veneto Strade per un costo di 8,2 milioni, che collega la SP6 all’altezza di Quinto con la rotonda di Poiano, per l’occasione raddoppiata di dimensione, passando dietro l’azienda Mangimi Veronesi.

La prima copertina di Pantheon

Una soluzione a metà la definiscono in molti, poiché «sposterebbe il problema degli ingorghi soltanto di due chilometri», a Poiano appunto, ma a tranquillizzare tutti ancora prima di vedere inaugurata la prima parte è l’assessore regionale alle Infrastrutture Elisa De Berti che lo scorso novembre in Gran Guardia, in occasione della Settimana Veronese della Finanza, ha dichiarato che nel 2019 inizieranno e forse saranno anche completati i lavori del secondo stralcio. In pratica il prolungamento completo che unisce al tratto che sarà battezzato domani, quello che andrà dalla rotonda “del giardinetto” fino alla tangenziale est.

Ma torniamo indietro nel tempo. A dare notizia di un primo studio di fattibilità della nuova bretella, caldeggiato dall’allora presidente dell’8^ Circoscrizione Enrico Corsi, fu la Provincia di Verona in data 19 settembre 2006. In Sala Rossa l’ex assessore provinciale alla viabilità Luca Sebastiano, l’ex assessore alle politiche montane, sindaco di Erbezzo, Lucio Campedelli e l’ex presidente della commissione provinciale viabilità Giorgio Girelli, annunciarono lo studio che aveva «l’obiettivo di razionalizzare la circolazione e ottimizzare il flusso del traffico in una zona da tempo assai congestionata, dove nelle ore di punta transitano per ogni di senso di marcia circa 550 veicoli all’ora, molti dei quali sono mezzi pesanti».

L’ipotesi del 2006 di prolungamento diretto fino alla tengenziale est

Quello studio prevedeva due ipotesi: da una parte la riqualificazione dell’attuale strada di collegamento dall’uscita della tangenziale est fino a Quinto, tramite una risistemazione degli accessi e la creazione di un sistema di rotatorie in grado di snellire la circolazione. Questa ipotesi presentava – secondo la Provincia – il vantaggio di un investimento inferiore (circa 7 milioni di euro) e di un impatto minore sul contesto ambientale rispetto alla seconda alternativa che prevedeva la costruzione di una nuova arteria a due corsie a sud dell’attuale strada, per un costo di circa 16 milioni di euro. Una soluzione alternativa, della lunghezza di 2.5 chilometri, diretta fino alla tangenziale che presentava «un costo superiore rispetto alla prima ma consentirebbe di togliere definitivamente il traffico pesante che attraversa gli abitati della Valpantena, migliorando sensibilmente la vivibilità della zona».

L’assessore Sebastiano, pur propendendo per questa seconda ipotesi, comunicò che la scelta dell’opera sarebbe avvenuta in accordo con il Comune di Verona.

Enrico corsi in uno dei tanti incontri tenutisi nella sede di Mangimi Veronesi

Non mancarono al tempo i comitati che si opponevano al prolungamento, tra i più accesi il Civivi che osteggiava fortemente il tratto di strada totalmente in variante, da Quinto alla tangenziale, con un’arteria che sarebbe dovuta correre a fianco del progno. La preoccupazione maggiore per il Comitato guidato allora dalla presidente Marisa Venturi e dall’attivissima Marta Fischer, era quella di una speculazione edilizia successiva ai lati della nuova arteria, che avrebbe comunque «tagliato a metà preziosi vigneti».

A battersi per il sì, con decine di conferenze e di eventi sul territorio l’associazione Innoval, guidata dall’imprenditore Germano Zanini e il Comitato per il Traforo delle Torricelle e la viabilità della Valpantena presieduto dal manager Marco Pasquotti: numerosi incontri, ai quali parteciparono nel corso degli anni esponenti politici e rappresentanti istituzionali del governo, della politica regionale, provinciale e locale.

Una delle tante conferenze da Veronesi

Tra rimandi, promesse disattese, rilanci, il tempo passava. Fino a un nuovo colpo di mano di Enrico Corsi, assessore alla viabilità del Comune di Verona che sei o sette anni fa fece un’incursione nella sede di Veneto Strade e portò a casa, presentandola nella sede di Mangimi Veronesi, una nuova proposta che ricalca quella che poi sarebbe diventata la definitiva. In quel passaggio, determinanti furono i contributi dell’ex sindaco Flavio Tosi, del suo vice Vito Giacino, dell’assessore regionale Andrea Bassi, dell’assessore provinciale Carla De Beni, del consigliere provinciale Adelino Brunelli e dell’attuale presidente della Circoscrizione Dino Andreoli. Da ricordare anche l’impegno degli ex assessori regionali Giancarlo Conta e Massimo Giorgetti, dell’attuale presidente di Amia Bruno Tacchella, oltre che di tanti sindaci e imprenditori della Lessinia che si sono spesi negli anni per l’opera.

Rispetto a quanto vedremo domani, la soluzione presentata da Corsi prevedeva una rotonda al posto del ponte allo svincolo per Santa Maria in Stelle, un ponte sopra la curva del progno all’altezza di Quinto e una seconda rotonda per l’entrata e l’uscita da e per la zona artigianale di Marzana.

Rotatoria per la zona artigianale di Marzana, rimossa dal progetto definitivo

Sarebbero numerosi gli aneddoti da raccontare in questi dieci, quindici anni che ci sono voluti per arrivare alla giornata di domani. Numerose anche le prese di posizioni da una parte e dall’altra, di chi ancora oggi è contrario e di chi, invece, è favorevole. Il dato di fatto è che ora la strada esiste e per il territorio della Valpantena quella del 20 dicembre 2018 sarà una data storica da consegnare ai posteri. Dieci anni dopo quell’articolo inaugurale su Pantheon saremo ancora lì, a testimoniare un risultato significativo per tutto il territorio e per i suoi protagonisti.

La soluzione pensata nel 2008, oggi rivista nel progetto definitivo