Ricoveri umanitari, 350mila euro dalla Regione

È stato finanziato anche per quest’anno, con 350 mila euro, il Programma di Assistenza per Ragioni Umanitarie presso le Aziende della Sanità veneta a favore di cittadini di Paesi non appartenenti all’Unione Europea, che necessitano di cure non effettuabili nei loro Paesi d’origine per carenza di strutture sanitarie adeguate o per l’assenza di personale medico tecnicamente in grado di effettuare gli interventi necessari.

La relativa delibera è stata approvata dalla Giunta regionale, su proposta dell’Assessore alla Sanità Luca Coletto.
“Di fronte a chiunque abbia bisogno, a prescindere da tutto, nazionalità, colore della pelle, credo religioso, una sanità degna di questo nome ha l’obbligo etico e morale di darsi da fare – sottolinea Coletto – e così è in Veneto, dove negli anni abbiamo curato le bellezza di 468 casi umanitari, nella stragrande maggioranza bambini, malati, feriti, provenienti dalle aree di guerra o da quelle più sottosviluppate del mondo”.

“A prescindere dalla tempistica amministrativa – fa notare Coletto – il Programma è andato avanti anche quest’anno, nel corso del quale ci siamo concentrati particolarmente nell’accogliere e portare avanti le cosiddette richieste di prosecuzione cure da parte di pazienti già assistiti, operati o trapiantati ancora bisognosi di assistenza”.
Nel 2015 tali richieste sono state sinora 22 (c’è tempo ancora fino al 31 dicembre), 10 delle quali hanno riguardato bambini e 4 persone che hanno ricevuto un trapianto di rene nell’ambito del programma 2002.

Nel 2014, con 400 mila euro, sono state accolte 25 nuove richieste, di cui 22 bambini; nel 2013, con 300 mila euro, le nuove richieste accolte sono state 22, di cui 14 riguardanti bambini.
“Alla faccia di chi vuole affermare lo stereotipo bugiardo del Veneto razzista – conclude Coletto – andiamo orgogliosi di questo programma umanitario e faremo il possibile per proseguire anche nel 2016, nonostante i tagli del Governo nazionale stiano colpendo l’intero sistema sanitario regionale, comprese quelle cose che certi professionisti della falsità ci accusano di non voler fare”.