Reddito di cittadinanza. Fantinati: «Pensato per gli italiani»

fantinati

Il sottosegretario alla Pubblica Amministrazione per il Movimento 5 Stelle, Mattia Fantinati, replica alle accuse del presidente della Regione Veneto. Zaia venerdì aveva espresso perplessità su alcune dichiarazioni del vicepremier Luigi Di Maio che da Alleghe aveva precisato alcuni aspetti che riguardano i requisiti per ottenere il reddito di cittadinanza.

Giovedì Di Maio ha detto che il parametro dei cinque anni di residenza regolare va cambiato aggiungendo che saranno inclusi i migranti «lungo soggiornanti» termine che, però, potrebbe adattarsi a chi, dopo cinque anni chiede il permesso di soggiorno lungo Ue, senza scadenza che, tipicamente, preclude, al decimo anno di residenza su suolo italiano, alla richiesta di cittadinanza. Ed è proprio questo il punto su cui interviene Zaia: «La residenza  non c’entra nulla con la cittadinanza, penso che sia da chiarire questo aspetto. Penso che noi abbiamo sei milioni di poco abbienti, per non definirli poveri, a livello nazionale, e sono cittadini italiani: sarebbe bene aiutare prima i nostri cittadini».

«Ho visto una dichiarazione del vicepremier Di Maio che ha detto ‘solo agli Italiani’. – ha proseguito il governatore –  Spero che sia solo ai cittadini italiani, visto e considerato che l’immigrato diventa cittadino dopo dieci anni di permanenza, immagino che quel ‘solo gli Italiani’ sia riferito a questo».

Alle parole del presidente della Regione replica oggi il sottosegretario Fantinati: «Dico a Zaia: basta demagogia, il reddito di cittadinanza è pensato per aiutare gli italiani. Sono fuori luogo le sue preoccupazioni. Il reddito di cittadinanza, che darà respiro ad oltre un milione di famiglie italiane, è pensato per gli italiani e andrà ad aiutare coloro i quali vivono e pagano le tasse regolarmente in Italia. Il requisito principale è che vi sia una regolare residenza ed un regolare posizione fiscale continuativa in Italia per almeno 10 anni: saranno ben pochi gli stranieri con questi requisiti, gente che comunque ha dimostrato di integrarsi e merita servizi e rispetto, non una campagna di demonizzazione».

«Noi vogliamo essere inflessibili con i furbetti e giusti con chi merita, basta campagne elettorali d’odio su questi temi. Forniremo quanto prima – conclude Fantinati – i numeri reali delle famiglie coinvolte da questo provvedimento e invito il governatore a non speculare».