Morfina a neonato “rognoso”, l’infermiera: “Ho fatto solo il mio lavoro, sono innocente”

Feet of new born baby under ultraviolet lamp

Continuava a piangere il neonato di appena un mese e lei, un’infermiera dell’Azienda Ospedaliera scaligera, gli ha somministrato una dose di morfina. Arrestata mercoledì, la 43enne, moglie e madre, si è mostrata «molto fredda».

In queste ore Federica Vecchini, con il suo legale Massimo Martini si sta sottoponendo all’interrogatorio di garanzia con il giudice per le indagini preliminari Livia Magri. La donna che lavora da anni tra le corsie, è madre di tre figli piccoli. I colleghi l’hanno sempre ritenuta tra le più brave del reparto.

I FATTI.

Succede tutto tra il 19 e il 20 marzo scorso alle 9 di sera, all’ospedale di Borgo Roma quando la collega di Federica si assenta per un quarto d’ora e gli affida il piccolo. Torna e glielo trova in braccio con un ciuccio che poco prima non aveva. A mezzanotte il bimbo va in overdose, un arresto respiratorio inspiegabile perché la cartella clinica racconta un’altra storia.

Quando l’equipe medica nota l’aggravamento non riesce a comprendere le ragioni. Il bambino fino a quel momento era in ottima salute. A salvarlo la stessa infermiera che chiede di fargli somministrare un farmaco antagonista agli oppiacei. Una richiesta troppo precisa che mette il tarlo del dubbio all’Azienda Ospedaliera.

Dopo una prima indagine interna, il caso è arrivato alla squadra mobile. La donna avrebbe dato al neonato la morfina senza nessuna prescrizione medica o necessità terapeutiche, quindi non in via endovenosa ma orale o nasale. Non sarebbe stato affatto un errore, stando alla polizia.

Il piccolo paziente sta bene, ha confermato l’Aoui, ma si continua ad indagare su altri casi. Secondo una confidenza di un’altra collega non sarebbe stata la prima volta che la donna, moglie e madre a sua volta, utilizzava questo metodo per tener tranquilli i neonati che le venivano affidati. Arrestata mercoledì a casa sua non ha detto una parola ed è apparsa molto fredda.

Da qualche tempo era stata ricollocata in un altro reparto dell’ospedale impegnata in attività non assistenziale. Ora l’infermiera della bassa veronese è in carcere e dovrà rispondere di lesioni aggravate e cessioni di stupefacenti.

GUARDA IL VIDEO DI TV7 VERONA NETWORK